"Prima il Veneto" tra centinaia di cave e capannoni vuoti

  • Post del 20 Ottobre 2014

L’attuale Governatore del Veneto nel 2010 è arrivato in regione dopo una martellante e costosissima campagna elettorale con lo slogan predominante “Prima il Veneto”.

Ora il disegno sembra chiaro. “Prima il Veneto”, dopo questi 5 anni di governo legaforzista,  era concretamente ed evidentemente riferito a dove poter scavare e saccheggiare il territorio.

La prima conferma arriva dal recente affossamento operato da questa maggioranza Lega-forzista della nuova norma sulle attività di cava che avrebbe messo finalmente qualche timido paletto ai cavatori dopo decenni di quasi totale anarchia.

Grazie alla Lega e a Forza Italia sono stati affossati la legge ed il nuovo PRAC (Piano Regionale di Attività di Cava). In merito al Piano Cave questo attende di essere approvato da ben 32 anni, un ritardo da record che nemmeno le istituzioni di “Roma ladrona” sono riuscite a superare.

A tirare un sospiro di sollievo sono i cavatori che continueranno ad operare ancora senza uno straccio di programmazione.   Questo vuoto normativo, la mancanza di programmazione, di controlli e di regole certe può inoltre portare a fenomeni di corruzione come quelli registrati alcuni anni fa per cui cavatori sono stati perseguiti dalla magistratura nel caso di corruzione che aveva coinvolto un funzionario della regione pizzicato con mazzette e lingotti d’oro.

La seconda conferma arriva dal un altro affossamento, in questo caso si tratta della legge sul consumo di suolo annunciata da Zaia qualche anno fa ma tenuta rigorosamente nei cassetti della regione senza motivazione alcuna.

Una legge questa sul consumo di suolo che ci chiedono l’Europa e tutti quei cittadini veneti che, a causa dello scempio del territorio, si sono trovati alluvionati dai fiumi straripanti costretti oggi a dover raccogliere le acque che fino a qualche tempo fa venivano assorbite dai terreni sacrificati al cemento.

Questa cementificazione dissennata è fuori da ogni logica, ragionevole programmazione e seria pianificazione. Oltre ad aver creato un esercito di alluvionati, essa ha portato alla bolla dell’edilizia di cui nessuno vuole parlare, bolla che ha condannato centinaia di imprese alla paralisi o fallimento e i nostri centri storici ad avere un patrimonio edilizio sempre più vecchio e decrepito.

Perciò in questo Veneto pieno di capannoni e nuove case vuote e invendute oggi è ancora possibile, anche grazie ai vari piani casa,  distruggere i campi con altre case, altri capannoni e altre cave. 

Se vogliamo salvare il nostro Veneto,  se vogliamo puntare a rilanciare la nostra economia dobbiamo guardare agli obiettivi dell’Unione Europea e ai fondi che ci mette a disposizione, fondi che troppo spesso il Veneto non ha saputo utilizzare perdendone sin troppi; fondi che puntano alla Green Economy, alle innovazioni tecnologiche nel campo dell’edilizia, dei trasporti, delle energie rinnovabili.

Per fare tutto ciò i veneti se vogliono bene alla loro regione devono saper cambiare cominciando da questa classe politica che ha dimostrato come dietro allo slogan “Prima il Veneto” si nascondeva un vuoto utile a chi ha potuto saccheggiare il Veneto a vantaggio di pochi e a danno di tutti.

Andrea Zanoni

 

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