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Cementificazione selvaggia, Zaia ha ragione: ora passi dalle parole ai fatti

L’Europarlamentare IdV Andrea Zanoni ha affermato: «Sulla cementificazione sconsiderata in Veneto, il Governatore Luca Zaia una volta tanto ha ragione. Ora, però, deve tradurre le parole in fatti: presenti un progetto di legge d’urgenza al Consiglio Regionale per bloccare i nuovi grossi scempi ambientali in agenda e tuteli gli ultimi campi veneti»

 

In una recente intervista, il Presidente della Regione Veneto Luca Zaia ha dichiarato che è necessario mettere un freno alla cementificazione del territorio sia per quanto riguarda i capannoni industriali che per le lottizzazioni residenziali. Andrea Zanoni, Eurodeputato IdV e membro della commissione ENVI Ambiente, Salute pubblica e Sicurezza alimentare, si batte da tempo contro il consumo del territorio e contro l’avanzata del cemento a danno dell’ambiente.

 

«In Veneto, guardando alla situazione dei 27 Stati membri della Comunità Europea, c’è una vera e propria situazione di emergenza ambientale – ha spiegato l’Europarlamentare Andrea Zanoni -. Si è cementificato troppo e ovunque. Ogni Comune del Veneto, e addirittura ogni frazione, ha una sua zona industriale. Da anni stiamo assistendo a un modo irrazionale di cementificazione senza regole e senza programmazione, che ha portato alla proliferazione di zone industriali povere di servizi e di tecnologia. Al contrario, una programmazione seria avrebbe consentito di creare pochi poli industriali all’avanguardia con sinergie utili al mondo imprenditoriale. Il territorio è stato massacrato da lottizzazioni residenziali ora piene di case invendute. All’ex area Simmel a Paese (TV), per esempio, svettano intere palazzine con centinaia di appartamenti vuoti e inveduti ».

 

L’Europarlamentare Zanoni ha recentemente tenuto un ciclo di conferenze dal titolo “FERMIAMO I PREDONI DEL NOSTRO FUTURO” a cui hanno partecipato esperti del settore: «Ho affrontato la questione della distruzione del Veneto, imputabile spesso sia ad amministrazioni di destra che di sinistra. Si tratta di troppi, veri e propri atti da predoni che hanno rubato una fetta importante del nostro futuro e di quello dei nostri figli. Questo massacro ambientale trova la maggior espressione in casi come quello di Ikea a Casale sul Sile (TV), del polo industriale di Barcon a Vedelago (TV) e del piano cementificatorio di Paese (TV). Proprio il Comune di Paese solo quest’anno ha approvato un piano di interventi che condanna ulteriori centinaia di ettari  di terreni agricoli a nuove cementificazioni residenziali. Si tratta di un piano che, ancora una volta, con una sorta di gioco di prestigio, ha addirittura trasformato cinque cave in territorio agricolo».

 

Il 24 maggio 2012, il Parlamento Europeo ha approvato la relazione “Stop Cemento 2050”, con cui  ha previsto di azzerare la cementificazione dei terreni agricoli entro il 2050. «Ogni anno, 1000 chilometri quadrati di nuovi terreni sono utilizzati per attività umane – ha sottolineato Zanoni -. Si tratta di una superficie più estesa della città di Berlino, che viene in buona parte rivestita di cemento e asfalto. Siamo di fronte a cifre assolutamente insostenibili. È necessario cominciare a agire tenendo conto dei limiti del pianeta, con coraggio e lungimiranza”.

 

In occasione del Convegno sulla protezione del suolo, tenutosi l’11 maggio scorso a Bruxelles, l’Europarlamentare Zanoni ha portato come esempi della follia cementificatrice di alcune amministrazioni locali il polo industriale di Barcon di Vedelago (TV) e l’Ikea di Casale sul Sile (TV), l’autodromo di Verona e Tessera City. «Zaia ha finalmente preso una posizione che condivido pienamente – ha aggiunto Zanoni – Ora, però, è necessario che faccia pubblicamente il mea culpa per le enormi responsabilità che ha nella questione. Mi auguro che la conversione gravemente tardiva del Governatore veneto, che ora si dichiara nemico di capannoni e di nuove lottizzazioni, non sia voluta per dare una mano ai mega insediamenti come Veneto City e Tessera City».

 

Dall’Eurodeputato Zanoni arriva, infine, un monito al Governatore Veneto: «A questo punto è necessario che Zaia faccia approvare con urgenza una legge dal Consiglio Regionale che fermi le colate di cemento programmate e che blocchi il progetto di legge regionale sulle cave che condannano gli ultimi campi veneti. Il testo di legge deve contenere norme semplici che non permettano scappatoie per i soliti furbi e per gli amici degli amici. Dovrebbe semplicemente essere scritto nero su bianco che “all’entrata in vigore della presente legge è vietato edificare qualsiasi terreno agricolo o altri terreni non agricoli già destinati da altri strumenti urbanistici ad essere edificati”. Scempi come Veneto City, il complesso del macello e cartiera di Barcon di Vedelago non devono sorgere, togliendo ulteriore spazio alla natura sopravvissuta. Solo facendo approvare una legge “salva ambiente”, Zaia potrà dimostrare che le sue non sono solo mere parole. Il Governatore veneto segua le indicazioni europee e non perda altro tempo, visto che l’Italia ha la maglia nera in Europa per la cementificazione». 

 

 

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