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San Romedio (TN), mai più Orsi nella “fossa”

L’annunciato ritorno dell’Orso nella “buca” del Santuario nel Comune di Coredo (TN) ha  mobilitato le associazioni animaliste. L’Eurodeputato IdV Andrea Zanoni ha affermato: «Il progetto Ursus Life Natura 2000 è stato finanziato dalla Comunità Europea per reintrodurre il plantigrado in natura, non per rinchiuderlo in una gabbia».

In questi giorni si susseguono le notizie che vedrebbero, entro la fine dell’estate, il ritorno dell’Orso nella famigerata “buca” di San Romedio, nel Comune di Coredo (TN) in Val di Non. A mobilitarsi immediatamente è stato il Movimento Vegetariano No alla Caccia di Trento.

L’ultimo prigioniero della “fossa” del santuario è stata Jurka, successivamente liberata in Germania. L’Orsa era stata catturata e trasportata dalla Slovenia fino in Trentino nell’ambito del progetto Life Ursus finalizzato al ripopolamento degli orsi. Una volta arrivata a destinazione era stata rinchiusa nella fossa, perché colpevole di avvicinarsi troppo alle abitazioni.

San Romedio ospita gli orsi dal 1955 e ha fatto del plantigrado la sua più importante attrazione turistica. Rudiger Schmiedel, responsabile di una fondazione attiva a livello europeo per la gestione degli orsi e di altri animali in cattività, dopo la visita a San Romedio, ha affermato che non è un luogo adatto ad ospitare orsi, nemmeno quelli nati in cattività.

Andrea Zanoni, Eurodeputato IdV e vice Presidente dell’intergruppo per il Benessere degli animali al Parlamento Europeo, ha sottolineato: «L’orso è stato reintrodotto in Trentino anche grazie al progetto europeo Life del quale hanno usufruito il Parco Adamello Brenta con la Provincia Autonoma di Trento e l’Istituto Nazionale della Fauna Selvatica (ora ISPRA) che dal 1999 ha avviato il progetto Life Ursus. Lo scopo era di ricostruire un nucleo di orsi nelle Alpi centrali rilasciando esemplari provenienti dalla Slovenia».

A luglio scorso, Zanoni aveva appoggiato la nascita del comitato Pro Orso in Trentino, promosso da LAC, Legambiente, LIPU, PAN-EPPAA e movimento Vegetariano – No alla Caccia per promuovere un approccio corretto alla convivenza con l’orso e gli altri animali selvatici.

(link al comunicato: http://www.andreazanoni.it/it/news/comunicati-stampa/orso-libero-zanoni-appoggia-comitato-pro-orso-in-trentino.html )

«Non starò a guardare un altro essere vivente diventare simbolo della sofferenza e emblema del “selvaggio imprigionato” come è successo a Jurka – ha aggiunto l’Europarlamentare Zanoni – . Appoggio pienamente la protesta del Movimento vegetariano-No alla caccia e mi unisco alla loro battaglia: è inaccettabile tenere un animale in un vero e proprio buco, senza lo spazio vitale indispensabile per muoversi. Non c’è dubbio, come risulta anche dalla relazione dell’esperto Schmiedel, che  San Romedio è un luogo inadatto: gli orsi vivono in zone che si estendono dai 200 ai 400 chilometri quadrati, hanno bisogno di corsi d’acqua di ampie dimensioni per la loro predisposizione a fare il bagno e necessitano di boschi e cespugli per nascondersi. A San Romedio queste condizioni non esistono. Al contrario, un orso rinchiuso in quella fossa non può evitare problemi alle articolazioni dovuti all’elevato tasso di umidità e alla insufficiente esposizione al sole».

L’orso è un animale particolarmente protetto dalla Legge nazionale sulla caccia 157/1992 e dalle Direttive comunitarie. «La Comunità Europea e i cittadini europei – ha concluso Zanoni – non hanno finanziato il progetto Life Ursus-Natura 2000 per vedere gli animali rinchiusi in gabbia. Lo scopo era di reintrodurli in natura. In particolare, la Direttiva 42/93/CE Habitat tutela la biodiversità e nel secondo allegato indica l’Ursus Arctos  tra le specie d’interesse comunitario, la cui conservazione richiede la designazione di zone speciali di conservazione. Rinchiuderlo in una fossa è contrario ai principi della Comunità Europea».

 

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