Venezia, 24 maggio 2017

L’ampliamento dell’aeroporto Canova di Treviso non può avvenire a scapito della popolazione e del territorio. Per questo la Regione dovrebbe intervenire nella procedura di Valutazione di impatto ambientale”. A sollecitare la Giunta è il consigliere del Partito Democratico Andrea Zanoni, primo firmatario di un’interrogazione sottoscritta anche dal capogruppo Stefano Fracasso, dai colleghi dem Graziano Azzalin, Bruno Pigozzo, Orietta Salemi, Francesca Zottis e Cristina Guarda della Lista Amp. “L’adeguamento infrastrutturale e la modifica delle rotte di decollo sono imponenti, sindaci e comitati di cittadini si sono già mossi, chiedendo il rispetto delle regole per il sorvolo degli aerei e analisi più approfondite e mirate sui diversi impatti, compreso quello sanitario, carenti nella gestione attuale, in modo da poter opportunamente valutare l’incidenza delle conseguenze nel procedimento di valutazione ambientale”.

L’avvio della procedura Via relativa allo Strumento di pianificazione e ottimizzazione al 2030 dello scalo trevigiano è stata pubblicata dall’Enac lo scorso 21 aprile e comprende anche la Valutazione di incidenza ambientale, poiché andrebbe a interferire con il Sito di interesse comunitario ‘Fiume Sile dalle sorgenti a Treviso Ovest’. “Si tratta di un progetto complesso e impattante, è previsto adeguamento infrastrutturale del sedime aeroportuale, tra ampliamenti, adeguamenti, demolizioni e nuove costruzioni. In particolare sono previsti ulteriori parcheggi, un’ulteriore corsia per la strada Noalese; una passerella pedonale sopraelevata, un nuovo sistema di viabilità e mobilità e una riorganizzazione interna e operativa”, spiega Zanoni.

Ma non solo: l’ampliamento porterà un aumento di voli del 22% e di passeggeri del 38%, con un conseguente aumento dell’esposizione ambientale e sanitaria della popolazione, che sarebbe poi penalizzata dalle nuove rotte aeree. “Il piano dovrebbe prevedere decolli giornalieri sia in direzione di Quinto di Treviso che di Treviso (che adesso avvengono solo in caso di vento forte) nonché la modifica della rotta di partenza (ora in linea con la pista). Sulla base di questo progetto gli aerei dovrebbero virare a sud, prima di Quinto di Treviso e dirigersi verso Zero Branco, evitandone il sorvolo, quindi a nord verso Santa Maria del Sile – Dosson – Casale sul Sile, con partenze da testata pista 07 priva di qualsiasi protezione, che penalizzerebbero ulteriormente le vicinissime aree urbanizzate a Quinto di Treviso”, continua il consigliere del Partito Democratico ricordando i casi di spostamento di tetti (vortex strike) nella zona. “Secondo i consulenti del Comune di Zero Branco, le nuove traiettorie aumenterebbero il rischio di danni alle case, con conseguenti contenziosi, come, ad esempio, quello che si è recentemente concluso con la condanna di Ryanair a risarcire il proprietario dell’abitazione ubicata sulla rotta ‘dritta’ di Quinto di Treviso, che a causa di un volo in atterraggio troppo basso era stata scoperchiata. Inoltre le soluzioni adottate non ridurrebbero il livello di decibel nell’area delle abitazioni vicine allo scalo che già adesso supera i limiti di legge”.

Viste queste premesse e considerata l’assenza di una Valutazione di impatto sanitario, come previsto nelle linee guida del Ministero della Salute, chiediamo quindi alla Regione di intervenire per quanto di sua competenza – conclude Zanoni - in modo che il piano di sviluppo dell’aeroporto trevigiano non arrechi danni né alla popolazione né all’ambiente”.