Il Commissario Ue Potočnik risponde all'interrogazione di Andrea Zanoni sullo stato dei giardini zoologici europei. “Gli Stati membri predispongano ispezioni per garantire norme comunitarie”. Zanoni: “In Italia la situazione resta critica. Ci vogliono controlli e sanzioni

 

“La Commissione segue attentamente la questione” dell'indagine sui giardini zoologici europei e italiani di Born Free “e avvierà le opportune azioni legali nei casi in cui risulti chiaramente che non sono state adottate misure per ovviare alle carenze esistenti a livello di recepimento e di applicazione della direttiva 1999/22/CE ”. E' la risposta a cui rimanda il Commissario Ue all'Ambiente Janez Potočnik relativamente all'interrogazione presentata da Andrea Zanoni, eurodeputato IdV e vice presidente dell'intergruppo Benessere degli Animali al Parlamento europeo. “Mi auguro che l'Ue intervenga severamente nei confronti di quei Paesi, come l'Italia, che non hanno ancora applicato la Direttiva sulla custodia degli animali selvatici nei giardini zoologici”.

 

“Per conseguire questo obiettivo gli Stati membri devono adottare misure in materia di licenze e ispezioni dei giardini zoologici, in modo da garantire che questi rispettino le opportune misure in materia di conservazione e protezione anche per quanto concerne la sistemazione degli animali”, spiega il Commissario Potočnik. Inoltre “la Commissione ha già reagito alle carenze constatate nel corso dell’indagine EU Zoos ad esempio integrando la questione del benessere degli animali selvatici nei giardini zoologici nel programma di formazione, recentemente ultimato, sul benessere animale destinato ai veterinari”.

 

Purtroppo temo che in Italia senza controlli e sanzioni non riusciremo a risolvere il problema fotografato da Born Free, ovvero dove nove zoo su dieci non hanno la licenza e migliaia di animali sono detenuti in condizioni non adatti alle loro caratteristiche – incalza Zanoni – Parallelamente mi sto informando su quali misure le autorità italiane stanno contando di prendere per rimediare all'assurda situazione denunciata dall'associazione”.

 

Visto che purtroppo non si tratta di un caso solo italiano, ho anche chiesto al Consiglio, istituzione che rappresenta i Paesi Ue, il numero esatto dei giardini zoologici e la percentuale di quelli non a norma – conclude Zanoni – La tutela degli animali in queste strutture non deve solo essere recepita sulla carta ma messa in pratica. Per questo ci vogliono seri controlli e multe per i Paesi che non applicano la direttiva 1999/22/CE mentre alle strutture che non si vogliono mettere in regola devono essere applicati immediatamente i sigilli”.

 

BACKGROUND


L'Associazione animalista Born Free ha presentato lo scorso aprile al Parlamento europeo i risultati di un'indagine sullo stato dei giardini zoologici di tutta Europa. Nonostante gli evidenti passi avanti compiuti dai Paesi membri, la direttiva comunitaria sugli Zoo resta sostanzialmente inapplicata con migliaia di animali in cattive condizioni. In Italia la direttiva Zoo è stata recepita ufficialmente con il Decreto Legislativo 73 del 21 marzo 2005, ma la sua attuazione, secondo l'indagine, è a dir poco lacunosa, prima di tutto per il numero dei giardini zoologici che dispongono di una licenza, e poi per tutta una serie di parametri che vanno dagli standard di mantenimento degli animali, alla vicinanza dei visitatori, all'assenza di controlli adeguati. A farne le spese sono gli animali stessi che vengono troppo spesso detenuti in condizioni precarie, senza i giusti spazi e le condizioni adeguate alla loro natura, e in prossimità di sale di concerti e divertimenti vari.

 

La Commissione nella sua risposta fa sapere che quest'anno intraprenderà uno studio per l’elaborazione di un documento orientativo e di migliori pratiche inteso a incoraggiare l’attuazione della direttiva zoo. Le autorità degli Stati membri e i principali gruppi di interesse saranno invitati a partecipare a questa iniziativa.

 

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