A Padova, giovedì 13 marzo alle 20.45, l’eurodeputato del Partito Democratico Andrea Zanoni interverrà alla conferenza “I vestiti nuovi dell’imperatore: miti, fatti e misfatti nel mare” presso la Sala Anziani di Palazzo Moroni in via VIII Febbraio 2. «Gli ecosistemi marini sono una ricchezza del nostro Pianeta che in questi anni abbiamo sottovalutato e sfruttato senza considerare che più del 70% della superficie terrestre è costituita da oceani. È arrivato il momento di fermarsi e proteggere una risorsa inestimabile».

 

 A Padova, giovedì 13 marzo 2014 alle 20.45, l’eurodeputato del Partito Democratico Andrea Zanoni, membro della Commissione ENVI Ambiente, Sanità Pubblica e Sicurezza Alimentare e vice Presidente dell’Intergruppo per la Conservazione ed il Benessere degli Animali al Parlamento europeo, interverrà alla conferenza “I vestiti nuovi dell’imperatore: miti, fatti e misfatti nel mare” presso la Sala Anziani di Palazzo Moroni in via VIII Febbraio 2.

 

 Oltre a Zanoni, che è Relatore della nuova Direttiva di Valutazione d’Impatto Ambientale (VIA) al Parlamento europeo e del nuovo regolamento EU che ha vietato il finning degli squali, ovvero l’asportazione delle pinne a bordo dei pescherecci, parteciperanno come relatrici Maria Berica Rasotto, Biologa e Docente all’Università di Padova che, oltre all’attività di ricerca, è impegnata nella divulgazione della Biologia Evoluzionistica e della Conservazione marina e Carlotta Mazzoldi,  Biologa e ricercatore all’Università  patavina.

 

Alla serata parteciperanno, inoltre, LAV, LIPU, WWF - Colli Euganei, Sea Shepherd Conservation, Salviamo il Paesaggio, Movimento per la Decrescita Felice (MDF) Padova, Paesaggioveneto.it, DiversamenteBio, Bluscienza e il produttore televisivo Massimo Marco Rossi.

 

 «Gli ecosistemi marini sono una ricchezza del nostro Pianeta che in questi anni abbiamo sottovalutato e sfruttato senza considerare che più del 70% della superficie terrestre è costituita da oceani - ha affermato Zanoni - Sistemi irrazionali di pesca hanno depredato i nostri mari mettendo a rischio la sopravvivenza di specie ittiche come il Tonno rosso o il Pesce spada per i quali, già a giugno 2013, ho presentato un’interrogazione alla Commissione europea denunciando  le attività di frodo che si verificano al largo delle coste della Sicilia».

 

 A agosto 2013, Zanoni si è rivolto alla Commissione europea sottolineando le continue attività di esplorazione e trivellazione petrolifera nel Mediterraneo e chiedendo di  intervenire per scongiurare l’eccessivo sfruttamento ed eventuali disastri ambientali come quello della BP nel Golfo del Messico: «Continuando in questa direzione, consegneremo ai nostri figli mari senza più forme di vita condannando a morte una risorsa inestimabile dalla quale dipende la vita dell’intero Pianeta».

 

BACKGROUND

 

 Il 25 novembre 2013, Zanoni ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea per chiedere indagini sulle ricerche di idrocarburi che la società norvegese Spectrum stava conducendo lungo le coste croate in Adriatico, denunciando la pericolosità dei metodi impiegati, con l’emissione ogni dieci secondi di un muro di onde sonore di 240, 260 decibel che rappresentano una fonte di inquinamento acustico subacqueo con possibili effetti negativi sul prezioso ecosistema marino. Il 30 gennaio 2014, il Commissario Ue all’Ambiente Janez Potočnik ha risposto ricordando l’obbligo degli Stati membri di rispettare le normative ambientali europee.

 

Il 21 maggio 2013, il Parlamento europeo ha approvato a Strasburgo un rapporto che chiede nuovi standard di sicurezza nelle operazioni offshore di petrolio e gas, prevedendo norme che obbligano le aziende a provare la loro capacità di coprire i danni potenziali derivanti dalle loro attività e a presentare una relazione sui possibili pericoli e soluzioni, prima che le operazioni possano cominciare.

 

 Uno studio avviato dalla Commissione sulla sicurezza delle attività di esplorazione e sfruttamento offshore nel Mediterraneo ha fornito una panoramica riguardo ad attuali e future attività offshore per petrolio e gas nel Mediterraneo, sulla base di un controllo documentale e della consultazione delle parti interessate, comprese le organizzazioni non governative, l’industria e le autorità competenti.

 

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