Il Consiglio Regionale Veneto ha prorogato per la seconda volta il vecchio Piano Faunistico Venatorio. Zanoni: «Calpestato il diritto di interdire la caccia nelle aree private»

 

Il Consiglio Veneto, con i voti di Lega Nord e Pdl, ha approvato la seconda proroga del Piano Faunistico Venatorio, facendo slittare la scadenza al 30 settembre 2013. L’eurodeputato Andrea Zanoni ha affermato: «Il nuovo strumento di programmazione dell’attività venatoria avrebbe dovuto essere approvato due anni fa. Si ledono i diritti dei cittadini che non vogliono la caccia nei loro terreni: la Giunta Zaia ha fatto l’ennesimo regalo ai cacciatori»

 

Il 31 gennaio 2013, il Consiglio regionale del Veneto ha prorogato fino al 30 settembre 2013 la validità del Piano Faunistico Venatorio in vigore. Il progetto di legge n.330 dal titolo “Rideterminazione del termine di validità del Piano Faunistico Venatorio Regionale approvato con legge regionale 5 gennaio 2007 n.1” ha avuto il via libera con i voti della maggioranza Lega Nord -Pdl: 21 voti favorevoli, 11 contrari e 3 astenuti.

 

Il disegno di legge era stato presentato dalla Giunta Zaia, dopo il passaggio in Quarta Commissione, dove avevano espresso parere favorevole il presidente Bendinelli (Pdl) ed i consiglieri Possamai, Tosato, con delega del consigliere Lazzarini e Furianetto (Liga Veneta - Lega Nord Padania). Si erano opposti, invece, i consiglieri Marotta (Italia dei Valori), Reolon, con delega del vicepresidente Azzalin (Partito Democratico Veneto) e Peraro (Unione di Centro).

 

Quella appena approvata è la seconda proroga, visto che nel febbraio 2012 il Consiglio Regionale, sempre con i voti di Pdl e Lega Nord, aveva stabilito con la legge 8/2012 di far slittare al 31 gennaio 2013 la validità del Piano. La Giunta veneta ha giustificato la proroga con la necessità di concludere la stesura dei nuovi strumenti come la VAS (Valutazione Ambientale Strategica) per coordinare i piani provinciali. I consiglieri di opposizione ritengono, invece, che la proroga di un piano scaduto ormai da due anni sia ingiustificata.

 

Andrea Zanoni, eurodeputato e membro della Commissione ENVI, Ambiente, Salute Pubblica e Sicurezza Alimentare al Parlamento europeo ha affermato: «È scandaloso che non si sia ancora provveduto a emanare il nuovo Piano Faunistico Venatorio. Quello che molti non sanno è che non approvando il nuovo strumento programmatico, si cancella il diritto dei proprietari di terreni di chiedere di vietare l’accesso al proprio fondo ai cacciatori».

 

Quando viene approvato il Piano Faunistico Venatorio ogni 5 anni, infatti, si apre una finestra temporale di 30 giorni dalla sua pubblicazione, durante la quale “il proprietario o conduttore di un fondo che intenda vietare sullo stesso l’esercizio dell’attività venatoria deve inoltrare al Presidente della Giunta Regionale richiesta motivata”. A sancire questo diritto è l’articolo 15 comma 3 della Legge sulla caccia 157/92, che al comma 4 sottolinea che “il divieto deve essere reso noto con apposizione di tabelle, esenti da tasse, a cura del proprietario o del conduttore”.

 

«Riconoscere il diritto di interdire l’esercizio della caccia sul proprio terreno solo ogni 5 anni, subordinandolo all’approvazione del Piano Faunistico, è già un aspetto vergognoso – ha spiegato Zanoni - Con queste proroghe si scade nel ridicolo e si fa l’ennesimo regalo ai cacciatori. La possibilità di chiedere di sottrarre il terreno alla gestione programmata della caccia dovrebbe essere concessa ogni anno. Potevano almeno prevedere la possibilità della richiesta contestualmente  quest’ultima proroga. Quando verrà approvato il nuovo piano, mi farò carico di informare i cittadini del diritto che è loro riconosciuto dall’articolo 15 comma 3 della legge 157/92. Darò massima diffusione a questa possibilità che fin ora è stata nascosta ai più».

 

 

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