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ZANONI

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Valdastico Sud, l’Europa segue lo svolgersi delle indagini

L’eurodeputato Andrea Zanoni commenta l’interrogazione al parlamento italiano della deputata M5S Silvia Benedetti sull’inchiesta sulla presunta presenza di materiali tossici nel sottofondo dell’A31 tra Vicenza e Rovigo: “Non è vero che della Valdastico Sud non si sia mai parlato in Veneto. Ho denunciato l’accaduto in Europa già nel luglio del 2012. Bene che se ne occupi anche il parlamento italiano, ma faccio presente che Bruxelles segue la faccenda già da un anno e mezzo”

 

“Nessun silenzio sulla Valdastico Sud. La mia prima denuncia in Europa risale al 26 luglio del 2012 quando ho chiesto alla Commissione europea l’apertura di un’indagine sui materiali di scarto di acciaieria potenzialmente tossici seppelliti nel fondo stradale tra Vicenza e Rovigo”. Lo fa presente Andrea Zanoni, eurodeputato ALDE e membro della commissione ENVI Ambiente, Sanità Pubblica e Sicurezza Alimentare al Parlamento europeo, in seguito all’interrogazione sulla Valdastico Sud presentata dalla deputata veneta M5S Silvia Benedetti. “Bene che la questione sia arrivata anche al Parlamento italiano, ma ci tengo a precisare che ho personalmente portato la questione al Parlamento europeo già un anno e mezzo fa, e la Commissione europea ne ha preso atto come mi ha confermato il 10 settembre 2012 il Commissario Ue all’Ambiente Janez Potočnik”.

 

“Il 26 giugno scorso, in occasione dell’inaugurazione del secondo tratto della Valdastico Sud, avevo invitato Attilio Schneck, presidente dell’A4 Holding che controlla la concessionaria Brescia-Padova e attuale commissario straordinario della Provincia di Vicenza, a dire cosa intendeva fare dei rifiuti seppelliti sotto il manto stradale della A31. Proprio Schneck lo scorso luglio, insieme ad altre 26 persone, ha ricevuto un avviso di garanzia dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Venezia. È più di un anno che ho sollevato il problema del rischio che stanno correndo i cittadini che vivono con materiali altamente tossici a due passi e che si servono di una falda acquifera potenzialmente inquinata”, spiega Zanoni.

 

“Per questo faccio presente alla deputata Benedetti che l’Europa è già al corrente di questa situazione e che ci troviamo di fronte ad una possibile violazione della Direttiva quadro sulle Acque 2000/60/CE e di quella sui Rifiuti 2008/98/CE. Nel frattempo mi auguro che la magistratura vada fino in fondo nelle indagini e che sia un processo per dare nomi e cognomi certi ai responsabili di questo grave inquinamento con tanto di sentenza di condanna”, conclude l’eurodeputato.

 

BACKGROUND

 

L’8 luglio 2013 la Direzione Distrettuale Antimafia di Venezia ha inviato 27 avvisi di garanzia nell’ambito dell’inchiesta sulla presunta presenza di materiali inquinanti nel sottofondo dell’A31 Valdastico Sud. L’inchiesta è partita da un esposto presentato dalle associazioni “Medicina Democratica” e AIEA (Associazione italiana esposti amianto). Nel documento si sottolinea un presunto inquinamento delle falde sotto il cantiere dell’A31 Sud per la presenza di rifiuti di acciaieria altamente tossici.  

 

Il 26 luglio 2012, Zanoni ha presentato un’interrogazione per chiedere l’apertura di indagini da parte della Ue sui materiali di scarto di acciaieria potenzialmente tossici seppelliti nel fondo stradale della Valdastico Sud tra Vicenza e Rovigo, con possibile violazione della Direttiva quadro sulle Acque 2000/60/CE e  di quella sui Rifiuti 2008/98/CE.  

 

Il 2 agosto 2012, l’eurodeputato Zanoni ha incontrato l’ingegnere Marco Nosarini del Comitato difesa ambiente e salute Valdastico Sud, nel cantiere dell’autostrada a Logolo di Albettone (VI), dove ha visionato numerosi campioni di rifiuti da lui prelevati nel cantiere.

 

Ufficio Stampa Eurodeputato Andrea Zanoni

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