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Porto Tolle, l’Ue non sia complice di un disastro ambientale

Andrea Zanoni (IdV) critica la posizione della Commissione europea sul progetto di centrale a carbone di Porto Tolle (Rovigo). “Il sistema di stoccaggio CO2 è solo uno specchietto per le allodole”. “Irresponsabile non considerare che il carbone arriverà dall’Indonesia

 

Grosso errore a Porto Tolle. La Commissione europea chiude entrambi gli occhi di fronte a un vero e proprio scempio ambientale: il ritorno del carbone in Nord Italia”. Andrea Zanoni, Eurodeputato IdV e membro della commissione ENVI Ambiente, salute pubblica e sicurezza alimentare al Parlamento europeo, critica la risposta della Commissione europea alla sua interrogazione sulla violazione della tabella di marcia per un’economia a basse emissioni di CO2, approvata dal Parlamento europeo il 15 marzo 2012, da parte del progetto della centrale. “In questo modo la Commissione fa come Ponzio Pilato: si lava le mani della salute dei tanti veneti che respireranno le tonnellate di CO2 e di polveri sottili che verranno immesse in atmosfera dalla centrale”.

 

Zanoni teme che la Commissione europea si sia lasciata incantare dal progetto di un impianto sperimentale CCS per la cattura e lo stoccaggio nel sottosuolo di parte della CO2 prodotta dalla prevista centrale. “Si tratta di un chiaro specchietto per le allodole usato da Enel per vendere il proprio carbone come pulito e far credere che la centrale di Porto Tolle non avrà alcun impatto sull’atmosfera – attacca Zanoni – Così facendo la Commissione dimostra di non conoscere affatto l’Italia.  Il progetto CCS, di per se interessante anche se ancora tutto da testare, riguarderà solo un decimo della CO2 che verrà prodotta dalla centrale, mentre ne è previsto l’ampliamento solo in un secondo momento. Questo, nel Paese delle opere incompiute, lascia presagire un bel nulla di fatto, visti anche gli alti costi della tecnologia e il periodo di ristrettezze economiche”.

 

L’Eurodeputato esprime poi rammarico per il fatto che la Commissione giudica “irrilevante l’origine del carbone”. “Come si può non considerare l’enorme impatto ambientale, anche in termini di CO2, del trasporto di tonnellate di carbone che, come ha fatto sapere Enel stessa, verrà acquistato dall’Indonesia e che arriveranno su gigantesche chiatte marine?”, domanda Zanoni.

 

Secondo stime accreditate, la nuova centrale a carbone dalla potenza di 1.980 MW immetterà ogni anno nell’atmosfera 10.530.000 tonnellate di CO2, pari a 4 volte le attuali emissioni annue di una città come Milano. “Il 15 marzo scorso al Parlamento europeo con l’approvazione della relazione Davies, abbiamo cercato di mettere l’Europa sulla giusta rotta per ridurre concretamente le emissioni di CO2 – conclude l’Eurodeputato – In questo modo, invece, Bruxelles rischia di diventare complice di un disastro ambientale voluto solo da Enel e dalla Regione Veneto”.

 

 

Ufficio Stampa On. Andrea Zanoni

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