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Idrocarburi in falda, inquinamento alle stelle. Zanoni: «Intervenga la magistratura di fronte a questo disastro ambientale»

Dai campionamenti commissionati dall’Aeronautica Militare nell’acqua di falda più prossima al deposito di carburanti di Istrana a Padernello di Paese (TV), dove ad agosto scorso sono fuoriusciti 30 mila litri di carburante per aerei militari, è risultato che gli idrocarburi sono presenti nella misura di 87.102 microgrammi per litro contro i 350 previsti per l’obbligo di bonifica dal Decreto legislativo 152 del 2006 “Codice Ambiente”. L’eurodeputato PD Andrea Zanoni ha affermato: « Mi chiedo quando sapremo quali sono i dati sui pozzi a valle, cosa prevederà il piano di bonifica e quale sarà il futuro di un deposito assolutamente obsoleto e non rispondente alle più elementari regole di sicurezza. È ora di dire basta alle deroghe per gli insediamenti militari. Per evitare che i costi del disastro siano pagati dai cittadini almeno questa volta chi ha sbagliato paghi!»

 

 Il 26 settembre 2013, è stato effettuato il prelievo di acqua commissionato dall’Aeronautica militare dal piezometro numero 3, posizionato vicino al luogo in cui ad agosto 2013 si è verificata la fuoriuscita di 30 mila litri di carburante per aerei militari da una cisterna nel deposito del 51esimo Stormo di Istrana a Padernello di Paese (TV), riversandosi nella falda acquifera più superficiale fino a 27 metri di profondità e nel terreno.

 

L’acqua prelevata, secondo i risultati resi noti, caratterizzata da un forte odore di cherosene presentava Etilbenzene in quantità di 742,7 microgrammi per litro contro il limite di 50 previsto dalla legge, Toluene per 189,7 microgrammi per litro contro i 15 consentiti, P-Xilene per 1468,2 microgrammi per litro contro i 10 previsti. Il tutto per un totale di 87.102 microgrammi per litro di idrocarburi contro i 350 previsti dal Decreto legislativo 152 del 2006 “Codice Ambiente” (Allegato 5 al Titolo V della Parte quarta)  relativamente ai  “Valori di concentrazione limite accettabili nel suolo e nel sottosuolo e nelle acque sotterranee riferiti alla specifica destinazione d’uso dei siti da bonificare”.

 

 L’eurodeputato PD Andrea Zanoni, membro della Commissione ENVI Ambiente, Sanità Pubblica e Sicurezza Alimentare al Parlamento europeo ha affermato: « Sono valori inaccettabili e molto preoccupanti – ha affermato Zanoni – Mi chiedo quando sapremo quali sono i dati sui pozzi a valle e cosa prevederà il piano di bonifica e se sia già stato deciso il futuro di un deposito che si è rivelato assolutamente obsoleto e non rispondente alle più elementari regole di sicurezza. La situazione risulta ancora più chiara pensando che a soli 300 metri dal luogo dello sversamento c’è un pozzo dell’acquedotto pubblico e, solo guardando le fotografie delle cisterne messe a nudo, ci si rende conto della gravità della situazione perché si vede chiaramente come le stesse siano state aggredite dalla corrosione rendendole un ammasso di ruggine (FOTO). A proposito del Piano di Caratterizzazione, ovvero della mappa dell’inquinamento della zona, cosa ne pensa il Comune di Paese che deve approvarlo e soprattutto ha chiesto le polizze assicurative di Aeronautica e della ditta manutentrice delle cisterne?»

 

Il carburante dal deposito di Padernello arriva all’aerobase tramite un altro oleodotto locale. « Per la conformazione del nostro territorio, caratterizzato da un’elevata permeabilità, potrebbero essere contaminati milioni di litri di acqua di falda – ha aggiunto Zanoni – È ora di eliminare le troppe deroghe previste per i siti e le installazioni militari. Non è più tollerabile che, in nome della difesa nazionale e del segreto di Stato, si mettano in pericolo l’ambiente e di conseguenza la nostra salute, violando palesemente la Direttiva quadro sulle Acque 2000/60/CE. Mi auguro che questo disastro ambientale non resti l’ennesimo senza responsabili: chi ha sbagliato, a qualsiasi livello esso sia, deve pagare senza che a farne le spese siano come sempre i contribuenti e le nostre falde acquifere. Inoltre auspico che la Magistratura apra quanto prima un fascicolo sul disastro ambientale in atto».

 

BACKGROUND

 

Il deposito conta tre serie di cinque serbatoi per un totale quindi di 15 cisterne, ognuna con una capacità di 100 metri cubi di carburante. Al momento dello sversamento di agosto scorso erano attivi cinque serbatoi. Il 23 luglio 2013, è stata scoperta la perdita da un disavanzo contabile nella gestione di carburante avio (JP8), ovvero non quadravano i conti dei consumi, come comunicato dallo stesso Comando militare alla Provincia. La notizia della fuoriuscita del carburante da un buco coperto da ruggine sul fondo di uno dei serbatoi di stoccaggio nel sito dell’Aeronautica riversandosi nella falda, era stata comunicata ai sindaci trevigiani di Istrana, Quinto di Treviso e Paese solo il 9 ottobre 2013.

 

Il Decreto del Ministero della Difesa del 22 ottobre 2009 in materia di “Procedure per la gestione dei materiali e dei rifiuti e la bonifica dei siti e delle infrastrutture direttamente destinati alla difesa militare e alla sicurezza nazionale” all’articolo 6 comma 5 preveda che “Qualora dall’indagine preliminare si accerti l’avvenuto superamento delle Concentrazioni soglia di contaminazione anche per un solo parametro, il Comandante o direttore responsabile dell’area informa immediatamente: il Prefetto, il Comune, la Provincia e la Regione competenti per territorio, con modalità idonee alla tutela delle informazioni d’interesse della sicurezza nazionale di cui è vietata la divulgazione, ai sensi delle vigenti norme per la tutela del segreto di Stato”.

 

Il carburante arriva al deposito di Padernello dal deposito di Montebelluna (TV) zona Capodimonte, tramite l’oleodotto Pol-Nato Nord Italia che, partendo da La Spezia, attraversa tutto il nord per rifornire gli aeroporti militari fino a Aviano (PN) e Rivolto (UD). L’oleodotto risale agli anni Sessanta e non è nuovo a rotture come quella del 10 marzo 2008 nel vicentino, a Monticello Conte Otto, che provocò lo sversamento del carburante nei fiumi Astichello e Bacchiglione e che era stato scoperto per l’allarme lanciato dal titolare dell’azienda nel cui piazzale si era riversato il kerosene e senza che fino a quel momento il sistema POL avesse rilevato cali di pressione nelle condutture.

 

L’8 novembre 2013, Zanoni ha presentato alla Provincia di Treviso una domanda di accesso agli atti per andare in fondo alla vicenda. In seguito, la Provincia ha fornito all’eurodeputato i documenti dai quali risultavano ritardi nelle comunicazioni e un episodio analogo nel 2011 di cui il Comune di Paese era stato avvisato e per il quale il 16 gennaio 2012 ha chiuso il procedimento relativo alla potenziale contaminazione.

 

Il 18 novembre 2013 Zanoni ha presentato, inoltre, un’interrogazione alla Commissione europea per denunciare il grave sversamento avvenuto e per chiedere di conoscere l’esatta composizione chimica di questo carburante, quali misure debbano essere adottate per prevenire simili episodi e se si siano verificati casi analoghi in altre parti d’Europa.

 

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