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Diga italiana in Etiopia, l’UE risponde a Zanoni sulla sospetta violazione di diritti umani e danni all’ecosistema

 L’Alta rappresentante  Catherine Ashton risponde all’interrogazione dell’eurodeputato PD Andrea Zanoni sui danni ambientali e sociali della diga Gibe III in Etiopia: “Siamo al corrente delle preoccupazioni e restiamo in contatto con le autorità etiopi”. Zanoni: “L’Europa esporti diritti, non chiuda gli occhi di fronte alla loro sospetta violazione”.

 

“La Commissione europea è a conoscenza delle preoccupazioni relative alla costruzione della diga Gibe III sul fiume Omo in Etiopia. Il progetto solleva una serie di perplessità, in particolare per quanto riguarda il suo impatto socio-ambientale. Anche se le autorità etiopi hanno fornito informazioni dettagliate, sono necessari ulteriori chiarimenti sui progetti di irrigazione a partire dal bacino, attualmente in fase di sviluppo, e sulle presunte violazioni dei diritti umani commesse nel tentativo di liberare migliaia di ettari di terre irrigue”. E’ la risposta dell’Alta rappresentante/Vicepresidente Catherine Ashton all’interrogazione dell’eurodeputato PD Andrea Zanoni in merito alle presunte violenze sui popoli indigeni e alla distruzione dell’ecosistema in seguito alla costruzione della diga Gibe III da parte di una multinazionale italiana. Zanoni: “Sulla questione va fatta piena chiarezza. No a nuove forme di colonialismo europeo in Africa. L’Unione europea deve esportare diritti, non chiudere gli occhi di fronte alla loro violazione”.

 

“Gli esperti hanno sottolineato che la diga potrebbe alterare in modo permanente i cicli idrologici naturali del fiume Omo in Etiopia e del lago Turkana in Kenya, mettendo quindi a rischio il sostentamento delle popolazioni locali, soprattutto se si prevede di sviluppare l’irrigazione su larga scala – spiega la Ashton – Perciò l’UE mantiene un dialogo politico regolare con le autorità etiopi”.

 

“Proprio nei giorni in cui a Bruxelles si tiene il forum EU-Africa, invito le autorità europee a fare luce su questo sospetto scandalo che vedrebbe una multinazionale italiana complice di un disastro ambientale e della violazione dei diritti degli abitanti della zona. Sulla questione va fatta piena chiarezza per addossare le eventuali responsabilità ai diretti interessati”.

 

Ufficio Stampa Eurodeputato Andrea Zanoni

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