Il Commissario Ue all'Ambiente risponde all'eurodeputato Andrea Zanoni: il monitoraggio delle trivellazioni offshore spetta ai Paesi membri che entro il 2015 devono dotarsi di un programma per proteggere l'ecosistema marino. Zanoni: “I Paesi dell'area mediterranea non trasformino il Mare Nostrum in una pozza di petrolio

 

“Il monitoraggio delle attività che generano rumore e la coordinazione con altri paesi a livello regionale spettano agli Stati membri. Gli Stati sono tenuti a istituire e attuare un programma di monitoraggio entro il 15 luglio 2014 nonché a sviluppare non oltre il 2015 un programma di misure volte a conseguire o mantenere un buono stato ecologico dell’ambiente marino entro il  2020”. E' la risposta del Commissario Ue all'Ambiente Janez Potočnik all'interrogazione di Andrea Zanoni, eurodeputato ALDE e membro della commissione ENVI Ambiente, Sanità Pubblica e Sicurezza Alimentare al Parlamento europeo. Zanoni: “Invito tuttavia l'Ue a seguire da vicino le continue attività di esplorazione e trivellazione petrolifera nel Mediterraneo per evitare un eccessivo sfruttamento ed eventuali disastri ambientali come quello della BP nel Golfo del Messico”.

 

Il commissario Ue all'Ambiente fa sapere che “la Commissione sta analizzando le relazioni presentate dagli Stati membri, in linea con la direttiva quadro sulla strategia per l’ambiente marino (Direttiva 2008/56/CE), che potrebbero contenere, tra l’altro, informazioni sulle attività offshore”.

 

“Il mare Mediterraneo è sempre più esposto ad attività legate all'estrazione di petrolio e di gas. Vengono utilizzate tecnologie ad alto consumo energetico, come grosse pompe ad aria compressa sottomarine, che costituiscono una seria minaccia per l'ambiente e numerose specie marine – spiega Zanoni – Per questo Bruxelles deve sorvegliare l'operato dei paesi membri che troppo spesso concedono autorizzazioni a trivellazioni con leggerezza e spinti dall'attrattiva di facili guadagni. Bisogna fare in modo che tutte le norme ambientali europee, come quelle sul rumore sottomarino, siano rispettate alla lettera per non sottoporre il Mare Nostrum e il suo ecosistema a inutili rischi”.

 

Uno studio avviato dalla Commissione sulla sicurezza delle attività di esplorazione e sfruttamento offshore nel Mediterraneo ha fornito una panoramica riguardo ad attuali e future attività offshore (per petrolio e gas) nel Mediterraneo, sulla base di un controllo documentale e della consultazione delle parti interessate (comprese le organizzazioni non governative, l’industria e le autorità competenti).

 

 

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