L’Europarlamento ha approvato una dichiarazione scritta “sulla gestione della popolazione canina nell’Ue”. Andrea Zanoni: “Vittoria per i diritti di tutti i cani in Europa.  Scempi come le perreras spagnole non devono più esistere” “Un passo importante per la tutela dei cani in tutta Europa”. Così Andrea Zanoni ha commentato l’approvazione da parte del Parlamento europeo della dichiarazione scritta “sulla gestione della popolazione canina nell’Unione europea”. Con questo testo “si chiede agli Stati membri di adottare strategie globali di gestione della popolazione canina” tra cui “controllo, leggi anti-crudeltà e sostegno alle procedure veterinarie, comprese la vaccinazione antirabbica e la sterilizzazione”. La Dichiarazione, approvata ieri con le firme di 400 eurodeputati di tutti i 27 Paesi membri, fa esplicito riferimento all’articolo 13 del Trattato di Lisbona, secondo il quale “gli animali sono esseri senzienti, l’Unione europea e i suoi Stati membri devono tenere pienamente conto delle esigenze in materia di benessere degli animali”. Sullo sfondo il dramma delle perreras spagnole e il traffico illegale di cani dall’est Europa dove continuano a morire ogni anno migliaia di animali dopo indicibili sofferenze. “Si tratta di terribili tragedie alle quali va messa la parola fine”, attacca Zanoni. “Purtroppo conosco molto bene il problema. In Veneto appoggio associazioni e gruppi di volontari che organizzano a loro spese viaggi in Spagna e Romania per sottrarre alla morte i poveri cani e farli adottare in Italia, penso ad esempio agli amici dell’Enpa di Treviso e Arzignano, e alle associazioni Lamento Rumeno e Save the Dogs. La dichiarazione approvata chiede anche alla Commissione di “incoraggiare gli Stati membri ad introdurre l’identificazione e la registrazione obbligatoria di tutti i cani mediante sistemi uniformi a livello di Unione europea in modo di evitare la diffusione di malattie”. “L’assunzione di responsabilità da parte del Parlamento europeo deve adesso essere seguita da un impegno concreto degli Stati membri, specie in quei Paesi dove i diritti dei cani sono maggiormente minacciati”, conclude Zanoni, che si è impegnato personalmente nella raccolta delle 400 firme della dichiarazione approvata.