Giovedì 7 novembre a Vicenza, l’eurodeputato Andrea Zanoni ha tenuto la conferenza dal titolo “Basta richiami vivi e uccellagione”. «Dobbiamo lavorare tutti per arrivare presto alla chiusura definitiva degli impianti di uccellagione in tutto il Veneto e in particolare in provincia di Vicenza dove se ne concentra più della metà». Alla conferenza era presente anche Edoardo Stoppa, inviato della nota trasmissione Striscia la Notizia.

 

Giovedì 7 novembre 2013 a Vicenza, l’eurodeputato Andrea Zanoni del gruppo ALDE, vice Presidente dell’Intergruppo per il Benessere e la Conservazione degli Animali e membro della Commissione ENVI Ambiente, Salute Pubblica e Sicurezza Alimentare al Parlamento europeo ha tenuto la conferenza “Basta richiami vivi e uccellagione. Una tortura legalizzata dalle Province e dalla Regione Veneto in barba alla Direttiva Uccelli 2009/147/ CE”.

 

La serata all’Alfa Fiera Hotel di via dell’Orologeria 50 in zona Fiera ha visto la partecipazione di oltre un centinaio di persone. Oltre a Zanoni, sono intervenuti l’avvocato Claudio Linzola, Legale che ha impugnato le delibere sull’uccellagione in Veneto, Carlotta Fassina, Delegata Regionale LIPU-Lega Italiana Protezione Uccelli Veneto e Graziella Zavalloni Presidente Nazionale LAC-Lega Abolizione Caccia Italia. La conferenza è stata moderata da Roberta Peroni del CPV-Coordinamento Protezionista Veneto. Durante la serata è stato possibile sottoscrivere la petizione della Lipu “No ai richiami vivi” che chiede al Parlamento italiano la fine di questa vergogna tutta italiana.

 

L’appuntamento ha visto anche la partecipazione di Edoardo Stoppa, l’inviato di “Striscia la Notizia”, che ha intervistato l’onorevole Zanoni ed eseguito riprese che verranno presto messe in onda da Canale 5 nello spazio dedicato alle inchieste sul mondo degli animali. 

 

«Dobbiamo tutti lavorare per arrivare presto alla chiusura degli impianti di uccellagione in tutto il Veneto e in particolare in provincia di Vicenza dove se ne concentra più della metà - ha affermato Zanoni - Si tratta, infatti, di un’attività palesemente in contrasto con le Direttive e le leggi europee. Nonostante i moniti dell’Ue e i continui pareri contrari dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA), istituto statale tecnico scientifico, la Regione e le Province  venete (Rovigo esclusa) continuano ad autorizzare impianti di cattura muniti delle reti da uccellagione, mezzo di cattura non selettivo, vietato dall’articolo 8 della Direttiva “Uccelli”2009/147/CE. Ho chiesto, quindi, alla Commissione di aprire una procedura d’infrazione per questi amministratori che si credono al di sopra della legge nazionale ed europea e mi sono rivolto al Commissario straordinario della Provincia di Vicenza, Attilio Schneck, sollecitando l’immediata chiusura di questi impianti che violano la Direttiva “Uccelli”».

 

L’ISPRA, il 24 maggio 2013, ha dato parere sfavorevole alla riapertura dei roccoli per la stagione 2013/2014, sottolineando la necessità di attuare metodi alternativi quali l’allevamento degli uccelli in cattività e condannando la totale assenza di dati certi sul fabbisogno di richiami vivi per i cacciatori. 

 

«Nei roccoli e nelle prodine gli esemplari vengono catturati con personale dipendente dalla Provincia - ha concluso Zanoni - Sono migliaia i piccoli migratori catturati che sono poi distribuiti ai cacciatori per essere usati come richiami vivi. Il tutto con una spesa molto sottostimata che, a livello regionale, è di circa 200 mila euro e per la provincia di Vicenza di 114 mila euro. Soldi che devono essere sborsati dai contribuenti dato che i cacciatori contribuiscono solo in minima parte con un rimborso spese. L’aspetto più grave è che questi soldi dei cittadini servono per alimentare la cattura e l’uso dei richiami vivi attraverso il quale si legittima il reato di maltrattamento di animali perché li si costringe a vivere nella sporcizia e in uno spazio dove non riescono nemmeno ad aprire le ali, reato confermato il 17 gennaio 2013 anche dalla Corte di Cassazione con la sentenza n. 2341. Domenica 10 novembre, dalle 10.00, parteciperò a “Basta richiami vivi e uccellagione. Manifestazione contro l’uccellagione in Veneto ” indetta dal CPV, LIPU, WWF, LAV, ENPA, NO alla CACCIA, UEPA, ANIMALISTI ITALIANI e OIPA davanti ad un roccolo a Tretto di Schio (VI). Invito tutti i cittadini che vogliono che queste crudeltà inaudite finiscano a partecipare».

 

BACKGROUND

 

Il 4 ottobre 2013, Zanoni ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea per fermare le deroghe illegittime ripetutamente concesse per la cattura di uccelli con le reti da uccellagione da utilizzarsi come richiami vivi nella caccia da capanno.

 

La Regione Veneto quest’anno ha autorizzato ben 37 tra roccoli e prodine. Sono impianti muniti di reti da uccellagione per la cattura di Tordi, Merli, Cesene e Allodole che finiranno rinchiusi per sempre in minuscole gabbiette come richiami vivi utilizzati dai cacciatori negli appostamenti di caccia.

 

La Provincia di Vicenza ha attivato ben 16 impianti di cattura, i famigerati roccoli, grazie alla deliberazione n. 776 dell'11 settembre 2013, che prevede la cattura di un totale di 8.890 uccelli appartenenti alle specie: Allodola, Cesena, Merlo, Tordo bottaccio e Tordo sassello. La Provincia ha reso operativa la delibera della Giunta Regionale n. 1099 del 28 giugno 2013, che consentiva l’uccellagione oltre alla Provincia di Vicenza, anche a quelle di Treviso, Verona, Padova, Venezia e Belluno.

 

Con l’uccellagione viene ancora consentita la cattura dell’Allodola (Alauda arvensis) classificata “vulnerabile” nella lista rossa degli uccelli nidificanti in Italia e in declino da 30 anni in tutta Europa e perciò specie che non può essere sottoposta a deroghe a norma della “Guida alla disciplina della caccia nell’ambito della direttiva 79/409/CEE sulla conservazione degli uccelli selvatici”.

 

Questo l’elenco delle località dove sono in funzione gli impianti di cattura della Provincia di Vicenza: Mezzaselva in comune di Roana, Moto dei Musari in comune di Valdagno, Roccoli di Staro in comune di Valli del Pasubio, San Luca in comune di Marostica, Loc. Savena in comune di Valli del Pasubio, C.da Rossi località Tretto di Schio, Località Tessar di Sopra, in comune di Foza, Località Monte Zovetto in comune di Roana, località Case Perin-Via Breganzina in comune di Romano D'Ezzelino, Località Miseria in comune di Altissimo, località C.da Cazzola in comune di Valdagno, località Pianezzola in comune di Marostica, località Col Roigo in comune di Romano D'Ezzelino, Località Gramalto in comune di Torrebelvicino, località Lighezzoli-Casaneche in comune di Posina.

 

 

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