“Quali garanzie ci sono a tutela dell’ambiente e della qualità dell’aria con il prossimo ampliamento della centrale a biogas di Basalghelle, in una zona che oltretutto ha un’alta valenza storica e paesaggistica?”. La richiesta arriva dai consiglieri trevigiani Andrea Zanoni (PD) e Piero Dalla Libera (Veneto Civico), che hanno presentato un’interrogazione a risposta scritta sull’impianto nel comune di Mansuè, contro cui si è mossa l’associazione Amica Terra onlus inviando una lunga e dettagliata lettera a Comune, Regione, Provincia di Treviso, Arpav e Soprintendenza dei beni paesaggistici.

“Le perplessità su questa operazione sono numerose, a partire dalla richiesta di modificare la materia prima in entrata nella centrale e, soprattutto, sulla conformità con le prescrizioni e le previsioni del Piano territoriale di coordinamento provinciale e della Valutazione di Incidenza Ambientale del 2011 - spiega Zanoni - Ci troviamo a soli cinquecento metri dal bosco Zacchi a Gaiarine, sito di Rete Natura 2000 tutelato dall’Unione Europea. L’impianto è in un’area di confine tra i due Comuni, aree considerate per anni terre di nessuno dove tutto è possibile. Siamo di fronte a una sorta di zona franca della pianificazione: serre e impianto a biogas a Gaiarine, impianti a biogas e zona industriale sia a Mansuè che a Portobuffolé. Eppure quest’area, sottoposta a vincoli paesaggistici, ha al suo interno un corridoio ecologico primario definito dalla provincia di Treviso, che dovrebbe essere protetto con zone tampone. Sempre da qui transitavano un tempo le carovane che portavano il sale da Portobuffolé a Vittorio Veneto e nelle vicinanze sorge l’antichissima chiesetta benedettina di San Mauro - conclude Zanoni - La Regione dovrebbe intervenire nel procedimento per garantire il massimo rispetto delle norme, anche statali e comunitarie sulla tutela dei siti di Rete Natura 2000 e della qualità dell’aria. Vorremmo sapere se con tutte le prescrizioni presenti sia possibile realizzare opere edilizie per contenere una materia prima diversa e necessaria al funzionamento dell'impianto e se queste prescrizioni saranno rispettate con la ‘nuova’ centrale per quanto riguarda le emissioni in atmosfera, sia di inquinanti e sia di odori”.