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Politica – Zanoni (PD): “Anche in campo ambientale, è il Governo del cambiamento in peggio. Non impugnata la Legge veneta sui Parchi: nei consigli direttivi entrano i proprietari terrieri”

“Cambiamento sì, ma in peggio, anche in campo ambientale. È scandalosa la scelta del Governo Lega- M5S di non impugnare la Legge Regionale numero 23 sulle ‘Norme per la riorganizzazione e la razionalizzazione dei Parchi regionali’, dando così via libera ai proprietari terrieri nei consigli direttivi, da dove sono invece escluse le associazioni ambientaliste”. La denuncia, affidata a una nota, è del consigliere regionale del Partito Democratico Andrea Zanoni, che commenta così “il via libera, da parte del Consiglio dei Ministri, di lunedì scorso, 3 settembre, che ha rinunciato all’impugnativa per incostituzionalità del provvedimento approvato lo scorso giugno dall’Assemblea di Palazzo Ferro Fini”.

“Pensavamo che l’impugnativa per incostituzionalità del provvedimento fosse scontata – spiega il vicepresidente della Commissione consiliare Ambiente – visto il palese squilibrio di rappresentatività fra le categorie espressione dei diversi interessi coinvolti”. “Inizialmente il PdL prevedeva l’inserimento di un esponente dei proprietari terrieri solo nel consiglio direttivo della Lessinia – ricorda l’esponente dei Democratici – poi è stato esteso a tutti i Parchi. Con questa decisione, si crea un gravissimo precedente in Italia, che consentirà ai privati di dettar legge nelle aree protette del Veneto”.

“Almeno in Valle d’Aosta la presenza dei privati era stata controbilanciata dall’inserimento di rappresentanti dell’ambientalismo – prosegue il consigliere regionale – Tuttavia, il problema non è definitivamente risolto ed è destinato a riproporsi in futuro, nel caso di deliberazioni in cui il peso della componente ‘proprietari terrieri’, a scapito delle altre, si faccia sentire”.

“Questo potrebbe portare a un contenzioso – prosegue il consigliere Dem – con la sollevazione, in via incidentale, della legittimità costituzionale, ma è senza dubbio una strada più complicata”. “Il Governo – conclude Andrea Zanoni – aveva l’occasione per fermare un obbrobrio legislativo che rappresenta un unicum a livello nazionale, con i territori sostanzialmente espropriati del potere decisionale, ma ha preferito soprassedere”.

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