ANDREA

ZANONI

Consigliere Regionale

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Pdl Siccità, Zanoni (PD): “Provvedimento che è un piccolo passo in avanti. Serve terapia d’urto”.

“Il progetto di legge approvato oggi rappresenta un piccolo passo in avanti ma non sufficiente e non significativo. Serve una terapia d’urto, invece con questo provvedimento facciamo il solletico al problema. Se da un lato vengono date ulteriori funzioni alla Giunta regionale per affrontare il problema della siccità, sarebbe stato più opportuno che il Consiglio andasse a ritoccare le norme in tema di risparmio idrico, di distribuzione delle reti dei Consorzi e irrigazione”.

Il giudizio è del consigliere regionale del PD Veneto nel motivare il voto favorevole del gruppo al Pdl Siccità.

“Il vero problema è che negli ultimi anni il Veneto ha fatto davvero poco. Da un lato il Governo nazionale non ha dato disposizioni particolari, limitandosi alla nomina di un Commissario straordinario e mettendo sul tavolo un’ipotesi di piano di dissalazione delle acque marine, che però non appare la soluzione giusta e sufficiente, come autorevoli istituti rilevano. Il Decreto varato a Roma non mette mano alla governance della filiera idrica e alla programmazione dei consumi. Dall’altro il presidente Zaia si è limitato a varare un’ordinanza priva di decisioni di rilievo: si suggeriscono buone pratiche e comportamenti, senza neppure prevedere sanzioni”.

Secondo Zanoni la strada da percorrere è un’altra: “Serve una cura decisa che doveva essere avviata da tempo in Veneto, colpito da anni dalla siccità. La legge regionale 12 del 2012 prevedeva una banca dati delle risorse idriche ma è lettera morta: avevamo infatti chiesto i dati relativi a questa banca dati ma non sono disponibili perchè la Giunta non ha adempiuto agli obblighi di legge. Serve aprire una corsia preferenziale per realizzare il piano previsto da Anbi, che riunisce i diversi Consorzi di bonifica e che parla di 10 mila piccoli invasi. Bisogna inoltre puntare su tecniche di risparmio ed accumulo tramite piccoli appezzamenti dove l’acqua viene trattenuta e fatta penetrare nelle falde per essere successivamente utilizzata. Ed è necessaria la pulizia degli invasi per aumentarne la capacità”.

“È poi indispensabile rendere efficienti i sistemi di irrigazione e di riciclo delle acque, abbandonando quelli a scorrimento, con canalizzazioni che perdono e sprecano grandi quantità d’acqua, puntando invece su sistemi in pressione a pioggia e, preferibilmente dove possibile, a goccia. La stessa agricoltura va riprogrammata attraverso i finanziamenti europei investendo su coltivazioni che necessitano di minori quantitativi idrici. Non da ultimo – ha concluso il consigliere dem – bisogna sburocratizzare le procedure e  puntare sulla manutenzione delle reti, sulla lotta ai pozzi abusivi e sulla ricerca di nuove fonti idriche”.

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