ANDREA

ZANONI

Consigliere Regionale

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AMBIENTE/TREVISO. MAROTTA (IDV): FALLIMENTO SEV, REGIONE DOV’ERA?

Comunicato Stampa del 23 marzo 2011

«Fallimento Sev, un disastro su cui fare chiarezza, soprattutto suicomportamenti di Regione e Provincia di Treviso». Così Gennaro Marotta,consigliere regionale di Italia dei Valori, che ha depositato un’interrogazione sul crac della Servizi Ecologici Veneti, con un buco, calcolato dal curatore fallimentare, pari a 15 milioni di euro. La società aveva le discariche di via Veccelli e Tiretta a Padernello di Paese (Tv), dei terreni della discarica ex Marini a Castagnole di Paese e di un centro di trattamento rifiuti a Motta di Livenza (Tv). «L’eredità Sev è composta da danni ambientali e finanziari – spiega Marotta –

A Quinto la discarica Tiretta contaminò con una sostanza cancerogena falda e
pozzi di acqua potabile, costringendo la gente a fare la fila con le taniche
per ben 7 anni all’autobotte in piazza, ed il comune a realizzare una nuova
rete di acquedotto».

«Sul fronte finanziario, tra i danneggiati dal fallimento Sev – elenca il
politico dipietrista – troviamo la Provincia di Treviso con 4,5 milioni di
euro, il fisco con 2.975.000 euro, il Comune di Quinto con 1.822.000 euro,
Contarina Spa con 1.367.757 euro, il Comune di Paese con 819.000 euro e il
Comune di Motta di Livenza con 15.000 euro».

«Appare clamoroso e gravissimo – prosegue Marotta – il caso della Provincia di
Treviso, con i 4,5 milioni di euro di mancate riscossioni delle fideiussioni
sulle discariche. La Provincia non avrebbe dovuto accettare quelle
fideiussioni, perché arrivavano da una società di cauzioni, e non da una banca
o un istituto assicurativo».

«Ancor più incomprensibile – rincara la dose Marotta – il fatto che tra i 49
richiedenti i danni per il fallimento Sev non ci sia la Regione Veneto,
nonostante in una apposita delibera la Giunta avesse autorizzato il ricorso.
Insomma, la Regione non ha controllato che la Provincia rispettasse le norme
sulle fideiussioni e poi, non contenta, rinuncia pure a presentarsi come
creditore. Ma che gioco è mai questo? »

La vicenda Sev, ma non solo, sarà protagonista di un incontro pubblico giovedì
31 marzo alle 20.45 nella sala consiliare di Paese, organizzata da IdV con la
presenza anche della candidata presidente della Provincia Floriana Casellato.

Mercoledì 23 marzo 2011

Qui di seguito il testo integrale dell’interrogazione di Marotta:

CONSIGLIO REGIONALE DEL VENETO
NONA LEGISLATURA

INTERROGAZIONE A RISPOSTA IMMEDIATA

LA REGIONE COSA INTENDE FARE PER EVITARE NUOVI DISASTRI AMBIENTALI ED
ECONOMICI COME QUELLI CAUSATI DAL FALLIMENTO DELLA SOCIETA’ DELLE DISCARICHE
DEL GRUPPO SEV DI PAESE ?

presentata il 22 marzo 2011 dal Consigliere Gennaro Marotta

PREMESSO CHE:
1.             il 9 dicembre 2010 sono stati depositati presso la Cancelleria
del Tribunale di Treviso i documenti relativi alla chiusura del fallimento
S.E.V. Servizi Ecologici Veneti Srl, la società delle discariche di Paese;
2.             la società fallita era titolare della discarica di Via Veccelli
a Padernello di Paese (TV), della discarica Tiretta di Padernello di Paese,
dei terreni della discarica ex Marini di Castagnole di Paese e di un centro
trattamento rifiuti ubicato a Motta di Livenza (TV);
3.             i giudici del Tribunale di Treviso, Dott. Antonello Fabbro –
Presidente, Dott. Alberto Valle – Giudice Relatore e Dott.ssa Elisa Fazzini –
Giudice, su richiesta del curatore fallimentare Dott. Guido Zanin ha decretato
la chiusura del fallimento della SEV nella camera di consiglio il 26 novembre
2010;
4.             il curatore fallimentare ha chiesto la chiusura del fallimento
dopo aver effettuato la ripartizione dell’attivo, ovvero dei pochi soldi
rimasti, rendicontando alla magistratura il disastro economico accertato pari
a 15 milioni di euro;
5.             nel BUR della Regione Veneto, n. 2 del 06/01/2009, è stata
pubblicata la Deliberazione della Giunta Regionale n. 3833 del 09 dicembre
2008, con oggetto “Autorizzazione a promuovere ricorso avanti il Tribunale di
Treviso ex art. 101 legge fallimentare nei confronti della società S.E.V. s.p.a.”

CONSIDERATO CHE
1.             il buco rilevato dal curatore fallimentare, ovvero i debiti
accertati, sono stati pari a ben 15 milioni e 393 mila euro (15.393.000 euro)
mentre i soldi rimborsati sono stati soltanto 319.000 euro, appena il 2 per
cento dell’enorme buco, destinati a soli 13 creditori su ben 49 totali;
2.             tra gli enti pubblici (o a partecipazione pubblica) danneggiati
dal fallimento della SEV troviamo: la Provincia di Treviso con un danno di 4,5
milioni di euro, l’erario (Equitalia e Uniriscossioni) con 2.975.000 euro, il
Comune di Quinto di Treviso con 1.822.000 euro, la Contarina SPA con 1.367.757
euro, il Comune di Paese con 819.000 euro e il Comune di Motta di Livenza con
15.000 euro;
3.             il Comune di Quinto ha subito i danni causati dal bromacile,
una sostanza cancerogena che, dopo essere uscita dai teli rotti della
discarica Tiretta, contaminò la falda acquifera sottostante (così come
accertato dall’ARPAV) che dopo aver percorso ben sette chilometri andò ad
inquinare i pozzi di acqua potabile di questo comune, costringendo i cittadini
a rifornirsi per ben sette anni dell’acqua potabile da una autobotte in piazza
ed il comune a fare una nuova rete acquedottistica;
4.             il curatore fallimentare ha formalizzato il passaggio alla
comunità degli oneri relativi alla bonifica delle discariche della società
ovvero della SEV di Via Veccelli, della Tiretta di Padernello e della ex
Marini di Castagnole e nel rendiconto finale ha dichiarato di essere riuscito
a far assumere la gestione della discarica Tiretta direttamente ed in via
esclusiva al Comune di Paese;
5.             per la discarica SEV di Via Veccelli, il curatore ricorda di
aver provveduto a far mettere in sicurezza la discarica scongiurando
potenziali problemi di rilascio nell’ambiente di fibre di amianto, con spese
completamente a carico della Provincia (ovvero dei contribuenti) e dopo ben
due anni che i teli dei rifiuti dell’amianto erano rotti;
6.             ad oggi per questa discarica non si è ancora provveduto alla
ricomposizione ambientale prevista per legge;
7.             i 5 ettari circa di terreno costituenti la discarica ex SEV di
Via Veccelli a Padernello, nella quale sono ancora oggi presenti rifiuti con
sostanze tossico nocive, così come risulta dalle indagine dei NOE e dai
successivi accertamenti della Provincia di Treviso, sono stati dismessi al
fallimento in quanto invendibili e quindi, in sostanza sono diventati di
proprietà della comunità;
8.             tra i 49 richiedenti i danni causati dal fallimento della SEV
non viene citata la Regione del Veneto nonostante la succitata delibera;

CONSIDERATO ALTRESI’ CHE
1.             i danni causati alla Provincia di Treviso (4,5 milioni di euro)
riguardano in particolare le fideiussioni sulle discariche che l’Ente non ha
potuto riscuotere dalla società di cauzioni San Remo di Genova;
2.             la Provincia di Treviso a norma di legge non avrebbe dovuto
accettare le polizze fideiussorie della San Remo in quanto questa risulterebbe
essere stata una società di cauzioni, infatti le non un istituto bancario o
assicurativo, cosi’ come invece prevedevano le Delibere della Giunta Regionale
del Veneto n.2528 del 14/07/1999 e n.14 del 14/01/2005 in tema di garanzie
fideiussore per l’autorizzazione di discariche;
3.             la Provincia di Treviso con lettera prot.n.109984 del
10/07/2007 ha chiesto alla Direzione Tutela dell’Ambiente della Regione Veneto
un atto di indirizzo in tema.

Tutto ciò premesso e considerato il sottoscritto consigliere regionale

INTERROGA LA GIUNTA REGIONALE PER SAPERE

1.             se e’ a conoscenza dei gravi fatti sopra esposti;
2.             per quale motivo fra i 49 soggetti intervenuti per chiedere i
danni non viene citata la Regione del Veneto nonostante l’approvazione della
delibera citata in premessa con oggetto “Autorizzazione a promuovere ricorso
avanti il Tribunale di Treviso ex art. 101 legge fallimentare nei confronti
della società S.E.V. s.p.a.”
3.             se gli uffici regionali competenti in materia hanno risposto
alla succitata istanza della provincia di Treviso del 10 dicembre 2007
prot.n.109984;
4.             quali provvedimenti intenda adottare per accertare se la
provincia di Treviso ha effettivamente disatteso quanto previsto dalle
deliberazioni regionali succitate in tema di garanzie fideiussorie.
5.             come intende intervenire per evitare che si compiano altri
simili eventi a danno dell’ambiente, dei cittadini e delle casse pubbliche;
6.             se intende attuare nuovi dispositivi normativi utili ad evitare
dei disastri ambientali ed economici come quelli illustrati, anche tramite la
previsione di polizze fideiussorie per le discariche di importi adeguati ad
affrontare eventuali interventi di bonifica risolutivi dei danni causati.

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