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ZANONI

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Ambiente – Zanoni e Bigon (PD) ” Pfas Convegno della Cei alla Pontificia Università Lateranense a Roma: emerso forte ritardo nella lotta all’inquinamento delle acque. Regione e Zaia si rimbocchino le maniche”.

(ARV) Venezia 6 ott. 2023 – “È stato un appuntamento molto importante, che ha raccolto molte voci autorevoli del mondo scientifico e giuridico e dal quale è emerso un quadro preoccupante che soprattutto il Veneto, teatro con i Pfas di uno dei più gravi casi di inquinamento a livello mondiale, ha il dovere di contribuire a risolvere”. A dirlo i consiglieri regionali del PD Veneto, Andrea Zanoni e Anna Maria Bigon, presenti al convegno 'Pfas, analisi retrospettiva e prospettive future', organizzato dalla Conferenza Episcopale Italiana e tenutosi oggi a Roma presso la Pontificia Università Lateranense. anoni, nel ringraziare la CEI e i relatori intervenuti, sottolinea il monito sul “grave ritardo delle normative in materia, che non riescono ad anticipare e limitare le nuove sostanze che inquinano le acque. Il sistema non funziona: ci sono ancora 2.700 sostanze chimiche che non sono ancora regolamentate. La Regione Veneto dovrebbe correre: la caratterizzazione della Miteni non è ancora terminata e non si parla nemmeno di bonifica. L'auspicio è che Zaia si rimbocchi le maniche: se avesse investito nella lotta all'inquinamento da Pfas lo stesso tempo, le stesse risorse ed energie che ha messo per il Prosecco, la situazione sarebbe ben diversa”. Da parte sua Bigon evidenzia come “per la prevenzione dei rischi per la salute derivanti dall esposizione alimentare ai Pfas è importante una visione globale, 'dai campi alla tavola'. Una visione unica dove salute, ambiente e persone si tengono insieme. C'è una chiara preoccupazione e consapevolezza sugli effetti che questo inquinamento provoca all'ambiente ed alla salute dei cittadini. Basti pensare agli studi sulla fertilità, sull'aumento della mortalità e delle malattie croniche. Non si può più far finta di nulla: l'inerzia oramai è una chiara responsabilità. Ci chiediamo come mai, a distanza di anni, dobbiamo ancora bonificare il sito della Miteni o pensiamo ancora vergognosamente di risolvere il problema dell'inquinamento del Fratta Gorzone con la diluizione dell'acqua del Canale Leb”.

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