Venezia, 13 gennaio 2022

“Ci sono voluti 14 anni affinché proprietari e conduttori vedessero nuovamente riconosciuto il diritto di poter chiedere di vietare la caccia nei propri terreni, previsto da norme statali. Un’attesa però mal riposta visti gli ostacoli posti dal regolamento del nuovo Piano faunistico venatorio”. È quanto denuncia Andrea Zanoni, consigliere regionale del Partito Democratico, annunciando una serie di emendamenti “affinché questo diritto non sia svilito ma riconosciuto pienamente”.

 

“Il regolamento di attuazione approvato ieri in Terza commissione all’articolo 6 consente ai proprietari di un terreno di vietarne la caccia depositando apposita domanda dall’1 febbraio al 30 marzo. Peccato però che vengano inseriti limiti totalmente discrezionali che non trovano riscontro altrove, in primis nella legge statale. A partire dal tetto dell’1% della superficie totale regionale di questi terreni”.

 

Ma non è l’unico problema evidenziato dall’esponente democratico trevigiano: “Per tutelarli vengono prescritte condizioni troppo restrittive e procedure che aggravano l’iter a carico dei cittadini come allegare una cartografia in formato shapefile che richiede un software in uso tra i tecnici professionisti. Anche di questo non c’è traccia nella norme nazionali. Non si può non notare la disparità di trattamento con i cacciatori, a cui la normativa regionale consente invece di allegare i normali estratti mappali. Non possiamo perciò tollerare la limitazione di un diritto sancito da norme dello Stato”.

 

“Una legge che tocca interessi diversi, spesso contrapposti, deve fare sintesi delle diverse sensibilità, riconoscendo sia il diritto alla caccia e quello di vietarla quando si è proprietari di un terreno. Ad oggi non è così. Presenteremo perciò degli emendamenti, con l’augurio che vengano accolti dalla maggioranza. Maggioranza - aggiunge in chiusura - che ha fatto la sua fortuna con ‘paroni a casa nostra’, motto che però non vale per chi non vuole vedere girare individui armati dall’alba al tramonto nei propri fondi”.