"La Giunta regionale valuti concretamente la possibilità di far attivare in Veneto, a Porto Marghera, la produzione industriale di batterie e supercondensatori che utilizzano le fibre di canapa provenienti da scarti di lavorazione".

Questo l'impegno fissato da una mozione presentata dal consigliere regionale del PD Veneto, Andrea Zanoni, sottoscritta dalle colleghe Anna Maria Bigon (PD) e Cristina Guarda (EV).

"Questa soluzione - evidenzia l'esponente dem - appare infatti ampiamente più innovativa e notevolmente meno impattante rispetto a molti altri insediamenti in essere, nonché rispetto al progetto per la costruzione di un impianto di incenerimento dei fanghi da depurazione civile presentato da Eni Rewind a seguito dello spegnimento del Cracking".

Nella mozione si ricorda che "fin dal 2014, grazie agli studi del gruppo di ricercatori della Clarkson University di New York guidati da David Mitlin, si sono dimostrate le potenzialità delle fibre di canapa, ricavate da scarti di lavorazioni industriali, nella produzione di supercondensatori (accumulatori di energia potenziale elettrica). Queste hanno proprietà simili al grafene, ma sono infinitamente meno costose, proprio perché derivano dai rifiuti organici. E lo scorso anno un’azienda americana con sede in Texas, la Bemp Research Corp., ha annunciato di aver sviluppato una batteria alternativa a quella agli ioni di litio (Li-ion), con una tecnologia sviluppata per batterie allo zolfo di litio (LiS) chiamata B4C-hemp, abbreviazione di 'carburo di boro ricavato dalla canapa'.

In conclusione Zanoni richiama alla "possibilità di stringere accordi internazionali fra Istituzioni ed Aziende, al fine di insediare in Veneto un sito di produzione di batterie e di superconduttori che utilizzano la canapa, individuando come area strategica quella di Porto Marghera per le sue potenzialità logistiche. Si tratterebbe di un’industria rispettosa dell’ambiente e della salute degli esseri umani e rientrerebbe a pieno titolo nella sfera della Green economy".