Venezia, 19 mag. 2020 - “Nella troppa foga di difendere la scelta del mega polo logistico a Casale sul Sile, il sindaco Giuliato prende una bella cantonata: a Mogliano la trasformazione da agricola a industriale dell’area che ospita il centro Vega, fu decisa nel 2011 dall’amministrazione Azzolini, primo cittadino a capo di una civica vicina alla Lega. Gli accordi furono poi perfezionati nel 2012-13. Non si può citare solo la costruzione, arrivata nel 2018 a conclusione di un percorso già definito”. E’ quanto afferma il consigliere del Partito Democratico e vicepresidente delle commissione Ambiente a Palazzo Ferro Fini Andrea Zanoni, che “Ribatte alle critiche mosse dal Sindaco di Casale sul Sile, che sulla vicenda del nuovo insediamento per la logistica lo ha esplicitamente chiamato in causa”.

 “Assisteremo a un vero e proprio scempio ambientale: nella Regione più cementificata d’Italia e con 11mila capannoni vuoti, cancelliamo per sempre 500mila metri quadri di campagna veneta, ben 100 campi trevisani.  La Marca ha bisogno di altro - precisa il consigliere - I dati Ispra indicano Treviso, al secondo posto in Veneto, dopo Padova, per incremento del consumo di suolo: nel 2018 sono stati utilizzati 7,5 metri quadrati di territorio per ogni ettaro, contro una media regionale di 5,0 e una media nazionale di 1,60. Perché insistere su questa strada?”.

 “Da qui al 2050, la superficie consumabile a Casale sul Sile ai sensi della legge sul consumo di suolo sarà di 87mila metri quadri: questo intervento pari a 500.000 metri quadri la supera di sei volte tanto. Il sindaco, facendo riferimento a fatti accaduti una decina di anni fa, dimostra di non aver colto le emergenze in atto, che si sono aggravate col passare del tempo, come quella climatica e quella ambientale, dovute a un consumo incontrollato e dannoso di risorse come il suolo”.

“Nel 2013 – prosegue Zanoni - in Parlamento Europeo abbiamo votato una nuova road map per arrivare a consumo pari a zero entro il 2050, e lo scorso anno, l’Unione Europea ha messo le basi per il Green New Deal. Stessa cosa ha fatto il Governo italiano: le istituzioni stanno quindi prendendo atto, che non si può ragionare come negli anni ’80, quando si pensava di essere una locomotiva senza freni, come invece fa il sindaco di Casale sul Sile. Occorre seriamente cambiare la rotta, se vogliamo garantire la sopravvivenza al nostro pianeta e se vogliamo difendere un lavoro con i diritti e non quello di quasi schiavi sottopagati. Come chiedono i giovani che anche qui in Veneto animavano le piazze prima della pandemia: dal movimento Fridays for Future al movimento delle Sardine. Oppure – conclude Andrea Zanoni - come ammonisce con l’enciclica Laudato Sii Papa Francesco”.