Venezia 15 lug. 2021  - “Bene il dietrofront della maggioranza sul Piano faunistico venatorio, che ha rinunciato a un blitz inaccettabile. È impossibile fare in nove giorni quello che non è stato fatto in nove anni. Un documento così importante va discusso confrontandoci con tutti i soggetti interessati”.

Lo hanno dichiarato i consiglieri regionali di minoranza Cristina Guarda (Europa Verde), Francesca Zottis, Giacomo Possamai e Andrea Zanoni (Pd), Elena Ostanel (VcV) e il Portavoce dell’Opposizione Arturo Lorenzoni nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta oggi a palazzo Ferro Fini, in seguito alla “decisione del presidente della Terza commissione di chiedere un’ulteriore proroga del Piano attuale”.

“A inizio legislatura, avevamo sottolineato come la scadenza che si era data la Giunta regionale dopo l’ennesima proroga, il 31 agosto 2020, fosse eccessivamente ottimista - ha ricordato la consigliera Guarda, vicepresidente della Terza commissione - Dopo anni di attesa, di punto in bianco, la scorsa settimana ci è stato consegnato e presentato il Piano con la volontà di approvarlo in pochi giorni. Stiamo parlando di un documento di 880 pagine con novità importanti specie per quanto riguarda l’appesantimento burocratico a carico dei cittadini non cacciatori e con delle mancanze dal punto di vista operativo sulla tutela della fauna selvatica, legate alla prevenzione del bracconaggio: chi è stato condannato in via definita non può continuare a svolgere impunemente l’attività venatoria. Apprendiamo perciò con favore la presentazione di un Pdl che proroga l’attuale Piano, dando così la possibilità al Consiglio regionale di svolgere il proprio compito, con un confronto onesto e tecnicamente preparato, anziché fare da semplice passacarte”.

“Era evidente a tutti che dopo nove anni di attesa non si potesse risolvere tutto in pochi giorni - hanno affermato Francesca Zottis e Giacomo Possamai - Si tratta di un Piano che interessa più soggetti del territorio veneto, che a parole si dice favorevole alla biodiversità e di cui si decanta la bellezza del paesaggio. Nei fatti però non è cosi, basta vedere cosa dicono Ispra e Coldiretti e anche dopo questo blitz fallito. Già a dicembre avevamo detto che sarebbe servita una proroga per arrivare a un processo di condivisione con tutti i mondi interessati, affinché gli stessi possano capire anche il loro ruolo. Non bastano le audizioni in pompa magna se poi non viene neanche illustrato il Regolamento per comprendere come funziona il Piano”.

“Abbiamo dovuto richiedere le cartografie, ma ce le hanno mandate in risoluzione bassissima: così è impossibile comprendere come le scelte impattino sui territori”, hanno concluso il Capogruppo Dem Possamai e Zottis.

Andrea Zanoni ha sottolineato come “normalmente, per arrivare a definire un Piano, ci si mette dai tre ai sei mesi, fino a un anno, come è accaduto nella scorsa legislatura per i vari Piani Cave, Casa o Energia. È un documento che ha bisogno di essere studiato e approfondito da tutte le associazioni che si occupano di queste tematiche. In Terza commissione, invece, è stato illustrato in fretta, tralasciando il Regolamento di attuazione, che è il vero cuore del provvedimento, con 54 articoli. C’è una questione in particolare che va approfondita: quella dei ‘fondi sottratti’. Il diritto di vietare la caccia nel proprio terreno viene disincentivato con troppa burocrazia, inclusa una relazione tecnica firmata da un professionista, che si aggiunge a una tempistica molto ristretta, quando per i cacciatori bastano autorizzazioni in carta semplice”.

Elena Ostanel ha evidenziato “l’importanza di ascoltare tutti gli attori, non solo quelli considerati elettoralmente più importanti. Il rapporto dell’Ispra ha messo in guardia sui rischi derivanti dalla caccia ‘eccessiva’ e il Veneto da questo punto di vista è una regione particolare che ha bisogno di una pianificazione all’altezza. La pandemia ci ha insegnato quanto sia importante la tutela della biodiversità e le istituzioni dovrebbero avere la lungimiranza di guardare al futuro. Guardando le carte, da urbanista, non si capisce invece come il territorio sarà gestito e pianificato. Mi auguro che non accada una cosa del genere anche con altri Piani, a partire da quello che disciplina la gestione dei rifiuti”.

Il Portavoce delle Opposizioni Arturo Lorenzoni ha infine osservato che “oltre al merito, sussiste anche un problema di metodo, con la maggioranza che regolarmente tenta forzature nel lavoro delle commissioni consiliari, con dei veri e propri blitz, facendosi forza di numeri schiaccianti. In questo caso, per imporre una modalità di gestione del territorio assolutamente non condivisibile. La proroga è doverosa per avviare una discussione, audire tutte le parti e fare bene le cose. Certo, ci fosse un Piano paesaggistico certi aspetti sarebbero probabilmente gestiti in maniera più razionale”.