Venezia, 3 settembre 2021
“Ancora una volta un Pdl ordinamentale diventa un minestrone dove dentro finisce di tutto. E nel Pdl 50 è stato inserito un articolo non solo sbagliato, ma anche pericoloso che consente di estrarre ghiaia in assenza dei piani del Genio civile, con una deroga che aumenta di quattro volte la quantità prevista dalla normativa attuale, passando da 20mila a 80mila metri cubi. È l’ennesimo favore agli amici degli amici: ho presentato un emendamento soppressivo contro questo scempio; una marchetta per i cavatori che non può passare in cavalleria!”. A denunciarlo è Andrea Zanoni, consigliere regionale del Partito Democratico e correlatore del Pdl 50 sull’adeguamento ordinamentale in materia di governo del territorio, viabilità, lavori pubblici, appalti, ambiente, protezione civile ed acque minerali e termali, che sarà discusso martedì prossimo dall’assemblea di Palazzo Ferro Fini.

“L’articolo 11, frutto di un emedamento del consigliere leghista Bet,  punta a modificare la legge 41/88 sull’estrazione di materiali litoidi e ghiaia nelle aree golenali dei corsi d’acqua, innalzando i limiti in maniera spropositata, senza tener conto della delicata situazione del Piave. Dobbiamo mettere fine a un vero e proprio saccheggio, specialmente nel Medio Piave: tra Cimadolmo, Spresiano Candelù, Maserada e Breda sono stati prelevati circa due milioni di metri cubi di ghiaia, con pericolose conseguenze sul deflusso delle acque che in alcuni casi ha aggravato il fenomeno dell’erosione dei campi agricoli circostanti. Sono interventi che non servono al territorio, ma al portafogli di qualcuno. Perché non vengono fatte operazioni analoghe sul Basso Piave, dove sarebbe invece utile abbassare i fondali ed estrarre i limi? Altro che ‘prima i veneti!’ - attacca ancora in chiusura Zanoni - Prima gli amici degli amici poi, semmai, gli interessi della collettività”.