Venezia, 7 gennaio 2022

“Anziché parlare di Tribunali, l’assessore Bottacin dovrebbe ascoltare il territorio: sette Comuni hanno affiancato Crocetta nel ricorso sulla realizzazione delle casse di espansione alle Grave di Ciano, strada inevitabile dopo che le loro ragioni sono state totalmente snobbate dalla Regione. A Roma la Lega chiede autonomia, in Veneto però impone alle comunità locali il centralismo veneziano; è paradossale. È un tema politico, non giudiziario. Se Bottacin non è in grado di difendere l’ambiente, che rientra nelle sue competenze, farebbe meglio a dimettersi”. Così il consigliere regionale del Partito Democratico Andrea Zanoni torna sul caso delle casse di espansione del Piave replicando agli attacchi dell’assessore Bottacin. 

 

“La sicurezza idrogeologica non è incompatibile con tutela di territorio, ambiente e biodiversità. E Bottacin non ha soltanto la delega alla Protezione civile, ma anche all’Ambiente. Però non dice niente sul sito Rete Natura 2000 delle Grave del Piave, tutelato dall’Unione Europea, che verrebbe distrutto con la realizzazione delle casse di espansione. Dovrebbe tutelare l’ambiente e invece lo condanna. L’accorpamento delle due deleghe sotto un unico assessorato è sbagliato, si era già visto nella scorsa legislatura, ma Zaia ha deciso di insistere, sacrificando di fatto la difesa dell’ambiente. Ed è incredibile che Bottacin citi a sua difesa, vantandosene, la legge sul consumo di suolo. Un provvedimento pieno di deroghe che paradossalmente in certi casi ha accelerato le pratiche di cementificazione del terreno. E a confermare il suo fallimento abbiamo prima l’Ispra che ha certificato il primato veneto nel consumo di suolo insieme alla Lombardia, poi la stessa Lega seduta a Ferro Fini che. con un progetto di legge presentato da poco e in discussione in Seconda commissione, punta a modificare la legge di cui Bottacin è tanto orgoglioso, cancellando alcune deroghe odiose. Dovrebbe prenderne atto e, invece di difendere l’indifendibile, dimettersi”.