13 settembre 2022

“La situazione dei CRAS in Veneto non può dirsi degna di una Regione che ostenta con fierezza i propri livelli di civiltà ed eccellenza: la realtà è che in Veneto il settore della caccia è molto sostenuto e assecondato, mentre la cura degli animali selvatici feriti viene lasciata per lo più al buon cuore dei volontari, nonostante sia prevista dalla legge statale e regionale di riferimento”.

La denuncia è stata rilanciata oggi in aula dalla consigliera regionale del PD Veneto, Anna Maria Bigon. Questo, in occasione della risposta ad una sua interrogazione, sottoscritta dal collega Andrea Zanoni, riguardante lo stato di difficoltà in cui versa il Centro Recupero Animali Selvatici di Verona, con sede a Lazise.

“Abbiamo chiesto - hanno ricordato Bigon e Zanoni - un impegno economico per rafforzare questo e gli altri CRAS del Veneto, dotandoli di adeguate e stabili risorse economiche, delle strutture e della strumentazione necessaria. Ma dalla risposta dell’assessore Corazzari emerge una scarsa consapevolezza delle difficoltà di questi centri, costretti a ridurre il proprio campo d’azione in termini di numero di ricoveri e di giornate. Gli stanziamenti già erogati non sono infatti sufficienti per svolgere in modo completo il lavoro di cura e riabilitazione degli animali feriti o in difficoltà. Serve che, almeno in pari misura e parallela ai fondi dati alle associazioni venatorie, anche i CRAS siano finanziati in modo adeguato. O, meglio ancora, che quei fondi pubblici istituiti dalla legge Berlato, vengano dirottati direttamente ai Cras veneti”.