“Grazie alla dormita della Regione i cittadini dei comuni di Refrontolo, Tarzo, Pieve di Soligo e Cison di Valmarino non vedranno un euro di indennizzo. Oltre al danno, a distanza di due anni, arriva così anche la beffa”. Il consigliere del Partito Democratico Andrea Zanoni interviene sui mancati risarcimenti per la tragedia del Molinetto della Croda del 2 agosto 2014 quando quattro persone persero la vita per l’esondazione del torrente Lierza, rimasta fuori dai 31 milioni destinati dal Governo al Veneto per le calamità naturali degli ultimi anni.

“La ragione di ciò sta in una lettera della Protezione civile: la richiesta della Regione è arrivata dopo ben sei mesi, nonostante già a settembre il ministro dell’Ambiente Giancarlo Galletti avesse fatto un sopralluogo. Un tempo che non consente di effettuare una compiuta disamina dei danni intercorsi al territorio interessato, secondo quanto scritto dall’allora capo della Protezione civile Franco Gabrielli”.

Da qui l’ipotesi della senatrice del Pd Laura Puppato, di presentare un esposto per omissione in atti di ufficio, che trova l’appoggio di Zanoni: “Avevo già presentato un’interrogazione sottoscritta dalla capogruppo Moretti e dal consigliere Dalla Libera un anno fa, ricevendo una risposta del tutto insoddisfacente. Sei mesi di attesa sono un’eternità: i fondi andavano chiesti subito. Credo che non sia sbagliato percorrere la strada dell’esposto per omissione in atti di ufficio, anche da parte di tutti i residenti che hanno subìto danni e dagli stessi Comuni. La Giunta pensi a stare meno davanti alle telecamere e dedichi maggior tempo ai propri cittadini, che rischiano seriamente di non ricevere neanche un euro di indennizzo”.