Venezia, 13 novembre 2019

“Di fronte a una tragedia immane, con due vittime e danni miliardari trovo davvero squallido pensare alla legge sulla bandiera di San Marco e incensare il governatore per averla riproposta dopo la bocciatura della Corte Costituzionale. La capogruppo della Lista Zaia e lo stesso presidente farebbero meglio a occuparsi di cambiamenti climatici, cancellando quel vergognoso zero previsto dal bilancio”. A dirlo è Andrea Zanoni, all’indomani della seduta sul Collegato interrotta per il maltempo, attaccando le decisioni della Giunta che ha presentato un nuovo Pdl sull’obbligo di esporre la bandiera veneta e non ha stanziato un euro per il contrasto ai cambiamenti climatici.

 

“La conta dei danni è appena iniziata, ma ci sono imprese, commercianti e famiglie in ginocchio, a cui vanno aggiunti le gravi perdite per il patrimonio artistico. Non solo la Regione non ha previsto risorse, ma la maggioranza ha respinto tutti gli emendamenti con cui si chiedevano finanziamenti per fonti rinnovabili, colonnine elettriche, sostituzione degli autobus a gasolio con altri più efficienti e meno inquinanti, per la rottamazione delle stufe, per ridurre l’impatto della plastica. I cambiamenti climatici per Zaia, assente anche ieri, e la sua Giunta non esistono. Salvo poi chiedere soldi a Roma e Bruxelles. Ironia della sorte, però, dopo aver bocciato praticamente tutto sul fronte ambientale e dei cambiamenti climatici, alle 22 l’acqua è entrata anche nell’aula consiliare. Qualcuno potrebbe pensare a un imprevisto, invece i bollettini del Centro previsioni maree e soprattutto le sirene in azione prima delle 19 ci dicevano solo una cosa: evacuare Palazzo Ferro Fini.  Ma il presidente del Consiglio e i rappresentanti della Lega hanno voluto proseguire ad oltranza creando una serie di disagi aggiuntivi, comprese quelle per gli addetti ai servizi di trasporto. Non c’è immagine più significativa dell’acqua che allaga l’aula e fa fuggire i rappresentanti del popolo, per fotografare tutta l’inconsistenza dell’azione amministrativa di questo governo veneto guidato da Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia”.