Venezia, 7 febbraio 2020

“Anche quest’anno la Regione Veneto sarà in prima fila a Hit Show: continuiamo a pensare che sia sbagliato e diseducativo finanziare eventi del genere dove è addirittura consentito l’accesso ai bambini. La cultura delle armi va combattuta, non promossa.

 

Avremmo voluto sapere a quanto ammonta lo stanziamento della Giunta per l’edizione del 2020, ma purtroppo la delibera, pur essendo nota, la numero 80 del 27 gennaio, non è materialmente disponibile”. Andrea Zanoni, consigliere regionale del Partito Democratico, torna all’attacco della Fiera vicentina che sarà inaugurata domani. “Ricordo che in passato questa manifestazione è finita sotto accusa per la presenza di bambini, documentata da foto e video, alle prese con armi semiautomatiche. Nonostante le proteste, è ancora consentito l’accesso agli under 13!”.

 

“Visto che i cacciatori sono sempre meno - aggiunge Zanoni - le aziende produttrici di armi, aiutati da forze politiche che alimentano le paure per interessi elettorali, hanno deciso di puntare sulla ‘difesa personale’. Legittimo dal loro punto di vista, che guarda al business, restiamo perplessi invece dall’endorsement delle istituzioni. Più armi non significa più sicurezza. Anzi. Gli Stati Uniti sono l’esempio perfetto e nessuno sente la necessità di trasformare il Veneto in un Texas d’oltreoceano. Sono perciò a fianco delle numerose associazioni (Mir/Ifor Vicenza, Operazione Colomba – Corpo Civile di Pace della Comunità Papa Giovanni XXIII, Associazione Da adesso in Poi, Fim-Cisl Vicenza, Fiom-Cgil Vicenza, Movimento dei Focolari, Cgil Vicenza, Salaam – ragazzi dell’olivo, Coalizione Civica Vicenza, Movimento Gocce di Giustizia, Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII, Gruppo Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza 2020, Cisl Vicenza, Maninpasta Cooperativa Sociale, Associazione Fileo) che anche domani protesteranno davanti alla Fiera di Vicenza e invito i genitori a portare i figli altrove”.

 

“È comunque impressionante la totale disponibilità e munificenza di Zaia quando c’è da dare una mano alla lobby delle doppiette - insiste il consigliere del PD tornando sul finanziamento della Giunta - In tre anni le associazioni venatorie hanno avuto dalla Regione ben 900mila euro per ‘azioni contro il bracconaggio’, soldi pubblici con cui in realtà sono stati pagati anche buffet e rinfreschi.

 

Un vero e proprio spreco, se consideriamo che un’associazione come l’Acv (Associazione cacciatori veneti) presieduta dall’ex collega Berlato ha talmente tanta liquidità da poter finanziare con 70mila euro Fratelli d’Italia. Favori alle doppiette che spesso, per fortuna, hanno trovato uno scoglio invalicabile nella Corte Costituzionale che ha bocciato la legge 18/2016 su nomadismo venatorio, caccia al Cormorano, deroghe all’opzione di caccia, caccia da natante o la legge 1/2017 sulle sanzioni da 3.600 euro per chi infastidiva i cacciatori.

 

Con Berlato migrato all’Europarlamento ci auguriamo di non dover più perdere tempo con provvedimenti del genere, lontani da quelle che sono le priorità dei cittadini veneti.

 

Resta il fatto che per Zaia e la sua Giunta le spese sulla caccia stanno diventando imbarazzanti; prova ne è il fatto che dopo una settimana di telefonate, solleciti e richieste varie alla struttura competente non è stato possibile sapere quanti euro sono stati destinati con la delibera numero 80 della giunta a questa manifestazione”.