Venezia, 15 ottobre 2019

“Troppe leggi che spesso sono contenitori vuoti. Il rapporto della Cgia di Mestre certifica la ‘pesantezza’ della burocrazia, sia a livello nazionale che regionale. Al 10 ottobre 2019 i Bur del Veneto pubblicati erano 125 contro i 113 del 2018, 57.147 pagine per 148 chili. Occorre semplificare, legiferare meno e meglio. Penso non solo ai tanti provvedimenti poi impugnati dai vari Governi, sia di centrodestra che di centrosinistra, per legittimità costituzionale ma anche alle norme che non hanno poi effetti positivi concreti”. Questo il parere del consigliere del Partito Democratico Andrea Zanoni sullo studio pubblicato nei giorni scorsi dall’associazione mestrina in cui si evidenziavano le 30mila pagine di carta prodotte ogni anno dalla burocrazia.

 

“Troppa quantità e poca qualità - aggiunge il vicepresidente della commissione Ambiente - Guardiamo alla legge sul contenimento del consumo di suolo approvata a maggio 2017 e trasformata dalle mille deroghe in una semplice dichiarazioni di intenti, visto che il Veneto è al primo posto in Italia per incremento di ettari ‘consumati’, come certificato dall’ultimo rapporto dell’Ispra, l’Istituto per la protezione e la ricerca ambientale.

 

O ancora il Piano aria che non ha prodotto alcun effetto sulle polveri sottili; continuiamo infatti a essere una delle Regioni più inquinate d’Italia, oppure il Piano cave, plasmato sulle vecchie autorizzazioni di scavo senza pianificare il futuro; il Piano energia che punta tutto sulle biomasse che costituiscono la principale causa dell’inquinamento da polveri sottili. Le politiche della Giunta Zaia sono state del tutto insufficienti, soltanto dei provvedimenti bandiera, bandi con risorse ridicole, utili agli assessori per vantarsi a favore di taccuini e telecamere, ma assolutamente inadeguate per fronteggiare i problemi. I numeri si commentano da soli - ribadisce Zanoni - Dal 2017 al 2019, un milione e mezzo per la rottamazione delle auto inquinanti; in due anni un milione e 133mila euro per ‘pensionare’ i veicoli commerciali e un milione per cambiare le vecchie stufe per il riscaldamento delle abitazioni, a cui vanno aggiunti i due milioni del 2019 per l’acquisto di batterie per impianti fotovoltaici a uso domestico.

 

Sono circa sei milioni, una cifra imbarazzante, specie se si considera che durante il suo doppio mandato Zaia ha finanziato la filiera vitivinicola per ben 600 milioni.  È evidente che il Veneto deve voltare pagina, perché in questi anni non è stato governato nell’interesse di tutti i cittadini. I dati dimostrano che, come nella Fattoria degli animali di Orwell, tutti sono uguali, ma qualcuno è più uguale degli altri”.