Venezia, 8 giugno 2019

“Il progetto per un nuovo, enorme, vigneto di Prosecco nel comune di Follina, addirittura in un’area a rischio esondazioni e gravata da vincolo paesaggistico era sbagliato e pericoloso. Menomale che la Soprintendenza ha messo una pezza, mentre Zaia e la Regione restano a guardare.

 

Per il Comitato ‘Per i nostri Bambini’ e per tutto il paese è una bella vittoria”. A dirlo è Andrea Zanoni, vicepresidente della commissione Ambiente a Palazzo Ferro Fini, commentando il parere ‘parzialmente favorevole’, con numerose prescrizioni, della Soprintendenza di Venezia all’impianto di 18 ettari, pari a 35 campi di calcio, in una zona sottoposta a vincolo paesaggistico e a ridosso del fiume Soligo, con possibili inondazioni in caso di piogge abbondanti.  “Dobbiamo ringraziare il ministero dei Beni culturali, da cui dipendono le Soprintendenze. Se passasse l’autonomia come la vuole il governatore, sarebbero sotto la Regione e non sono sicuro che si riuscirebbe a ottenere pareri simili”.

 

“Su Follina avevo presentato un’interrogazione denunciando ancora una volta la proliferazione indiscriminata del Prosecco, aiutata dai generosissimi finanziamenti della Giunta Zaia, a sostegno dei timori di chi abita in queste zone. Interrogazione che risale allo scorso 6 febbraio e che è in attesa di risposta. Nel frattempo, appunto, si è mossa la Soprintendenza, evidenziando come ‘le opere in progetto risultano solo in parte compatibili con i valori tutelati, e con l’interesse paesaggistico del sito’, l’intervento comporti ‘un’’alterazione dell’assetto idrogeologico del territorio conseguente alla realizzazione di un impluvio longitudinale’ e prescrivendo che ‘parte del nuovo vigneto debba essere intervallata da filari di alberi autoctoni ovvero di siepi che ne restituiscono l’allineamento e la scansione’. In sostanza ha ridotto di gran lunga la superficie prevedendo l’inserimento di aree boscate, prati stabili, filari di siepi. Ciò si traduce in un minor utilizzo di pesticidi, più tutela della biodiversità e delle api oltre a un minor rischio idrogeologico”, spiega il consigliere del Partito Democratico.

 

“Purtroppo Zaia continua a essere cieco di fronte agli effetti della monocoltura del Prosecco: colline spianate e doline riempite a Volpago per far posto ai vigneti, abbattimento di un querceto e distruzione dei prati stabili sul Montello, a Vidor taglio di cipressi dedicati ai caduti della Prima guerra mondiale oltre alla richiesta di piantare vitigni di glera nell’area della necropoli romana, vigne a San Giacomo di Veglia a ridosso di un asilo, centri dei paesi allagati a causa dell’interramento dei fossati per far spazio ai filari di Prosecco, deriva di pesticidi in un campo da calcio a Refrontolo. Proprio i pesticidi meriterebbero un capitolo a parte - insiste Zanoni - visto che la Giunta ha anche concesso deroghe per alcune sostanze vietate. Ci sono viticoltori che lamentano la contaminazione delle loro coltivazioni biologiche, sono stati rinvenuti residui dei neoicotinoidi nel miele d’ape e la cera è risultata contaminata da ben 12 diversi pesticidi. Infine lo spreco alimentare dovuto alla distruzione di uve di Prosecco per la sovrapproduzione, segno che il mercato è saturo, con inquinamento di fiumi a causa degli scarichi illegali delle cantine”.

 

“Le preoccupazioni dei residenti sono inevitabili, ma Zaia si è limitato ad appellarsi alla sensibilità e alla responsabilità dei produttori, abdicando invece al ruolo-guida della Regione: è indispensabile una normativa comune per tutto il Veneto, perché da soli i singoli Comuni hanno le mani legate”.