“Il Cras (Centro recupero animali selvatici) di Polesella rischia seriamente di chiudere per mancanza di risorse. La Regione intervenga prima possibile, per assicurare il pieno funzionamento di una struttura di eccellenza, l’unica nella pianura veneta in grado di fornire un servizio tutto l’anno”. A sollecitare un intervento della Giunta Zaia è il consigliere del Partito Democratico Andrea Zanoni, primo firmatario di un’interrogazione a risposta immediata, sottoscritta anche dal collega Graziano Azzalin e da Patrizia Bartelle del Movimento 5 Stelle.

“Questo Centro svolge un ruolo fondamentale per la cura e la tutela della fauna selvatica ferita o in difficoltà. Si prende in carico la vita degli animali feriti o in difficoltà, sottoponendoli anche a delicati interventi chirurgici attraverso la specializzazione e la competenza del personale veterinario. Nel corso degli anni l’attività è aumentata ma paradossalmente sono diminuite le risorse. Dal 2017 inoltre, per la chiusura delle altre strutture regionali è diventato il centro di recupero anche per la Città Metropolitana di Venezia e Padova, per cui i recuperi stimati sono circa 1500. Entrambi gli enti, a differenza della Provincia di Rovigo, garantiscono dei fondi per la copertura delle spese, ma non basta. Il Wwf, che dal 2003 gestisce la struttura in convenzione con la Lipu e Provincia di Rovigo, ha lanciato l’allarme: è inammissibile che un’associazione di volontari che svolge un servizio pubblico debba sborsare soldi propri, dai 3.500 ai 4.000 euro annui, anziché ricevere adeguati contributi”.

“L’appello per salvare il Cras non può cadere nel vuoto e la Giunta deve ascoltarlo con attenzione poiché è l’unico in Veneto ad assolvere 365 giorni l’anno quanto previsto dall’articolo 5 della Legge regionale 50/1993 sui Centri provinciali di prima accoglienza per la fauna selvatica in difficoltà. I soldi per la caccia si trovano sempre, come nel caso dei 350.000 euro stanziati a dicembre nel bilancio per gli incontri delle associazioni venatorie, sarebbe grave non riuscire a recuperare minime risorse per chi tutela e cura questi animali, spesso vittime proprio delle doppiette tanto care alla maggioranza leghista”.