Venezia, 3 febbraio 2020

“Un’altra mega area commerciale nella regione più cementificata d’Italia e nella seconda provincia più cementificata de Veneto. Avevamo detto che la legge sul consumo di suolo, al di là dei condivisibili obiettivi, era assolutamente inefficace. E il progetto nell’area del Terraglio Est è l’ennesima conferma.

 

I veneti hanno bisogno di altro: con 18 milioni di euro, costo preventivato per l’opera, quanti interventi mirati e diffusi avremmo potuto finanziare per abbattere in maniera consistente l’inquinamento da polveri sottili, dramma con cui siamo costretti a convivere da troppo tempo?”. È quanto afferma Andrea Zanoni commentando l’edificazione di un’area “grande quasi come l’Ikea di Padova” a ridosso della Tangenziale.

 

“È una corsa suicida che deve essere bloccata: nell’epoca dei cambiamenti climatici, del consumo di suolo record, con i ragazzi che manifestano e ci chiedono di svoltare per salvare il pianeta: bisognerebbe difendere i nostri campi con le unghie. Ma per provvedimenti del genere serve un’idea diversa di Veneto, che non contempla Zaia come presidente, vista l’assenza di sensibilità sulle tematiche ambientali”, sottolinea ancora Zanoni.

 

“L’ultimo rapporto Ispra evidentemente non è stato letto, o compreso, a sufficienza. Nel 2018 il Veneto è stata la regione con il maggior incremento di suolo consumato, 923 ettari, contro i 633 della Lombardia che si trova al secondo posto, confermando il primato del 2017. Abbiamo  il 12,40% del territorio consumato, quando la media nazionale è del 7,64%!. La Marca fa ancora peggio, con 42.392 ettari ‘utilizzati’ pari al 17,11% della superficie totale e a Treviso città abbiamo un record negativo del 40,04%, secondo capoluogo di provincia dietro a Padova. La legge regionale voluta da Zaia è un contenitore vuoto, è totalmente inefficace e prende in giro i cittadini”, osserva il vicepresidente della commissione Ambiente che conclude con una riflessione sui centri commerciali che continuano a proliferare:

 

“Siamo la prima regione d’Italia per la diffusione della grande distribuzione: ben  576,6 metri quadri ogni mille abitanti contro la media italiana di 413,9. È una condanna per gli esercizi commerciali di piccole e medie dimensioni, poiché ogni posto di lavoro creato nella grande distribuzione ne vengono persi sei nelle botteghe, contribuendo a svuotare i centri cittadini.

 

Diceva bene il poeta Andrea Zanzotto quando affermava che siamo passati ‘dai campi di sterminio allo sterminio dei campi’. Chiedo perciò finalmente un po’ di responsabilità soprattutto per chi verrà dopo di noi, affinché si fermi questo scempio: si salvino gli ultimi campi del comune di Treviso”.