“È inaccettabile che si continui a morire sul lavoro. Gli incidenti, anche con vittime sono in aumento in tutto il Veneto: nel 2017 si sono registrati 69mila infortuni con 87 decessi e i dati sono aggiornati solo fino a novembre. Un incremento che non è frutto del caso ma, come denunciato dai sindacati, deriva dal peggioramento delle condizioni lavorative. La Regione dovrebbe intervenire con maggior decisione, per quanto è nelle sue competenze. Servono più controlli, la sensibilizzazione e la formazione non bastano”. È quanto dichiara il consigliere del Partito Democratico Andrea Zanoni che ha presentato un’interrogazione a risposta immediata che è stata sottoscritta dai colleghi Stefano Fracasso, Graziano Azzalin, Bruno Pigozzo, Orietta Salemi, Claudio Sinigaglia e Francesca Zottis, oltre a Cristina Guarda (Lista AMP) e Pietro Dalla Libera (Veneto Civico).


“Il quadro è grave in tutte le province, per esempio a Treviso ci sono stati 11.352 casi denunciati, un trend in preoccupante ascesa, segno di una minore attenzione ai temi della sicurezza. Il 2018 si è aperto in modo altrettanto drammatico: oltre 60 morti a livello nazionale in poco più di un mese, un costo sociale elevatissimo indegno di un Paese civile. Si punta troppo spesso sul contenimento dei costi, ricorrendo a esternalizzazioni e subappalti, senza considerare le conseguenze.  Il profitto non può e non deve essere l’unico parametro di riferimento. Questi numeri sono simili a un bollettino di guerra, è necessario mettere in campo tutte le azioni possibili per ridurre una simile piaga. E ognuno deve fare la propria parte. Regione compresa”.