“Quali controlli sono stati fatti finora e quali misure saranno prese in futuro per evitare che carne avariata possa finire nelle mense scolastiche e delle case di riposo?”. A chiederlo è Andrea Zanoni, Consigliere regionale del Partito Democratico che ha presentato un’Interrogazione a risposta scritta sull’episodio che ha coinvolto anche le Opere Pie di Onigo, ente che produce pasti per circa 900 persone a Pederobba, soprattutto bambini e anziani.

“Tra i loro fornitori c’è la ditta Alessio Carni di Monsummano Terme, in provincia di Pistoia i cui titolari sono finiti agli arresti domiciliari con l’accusa di associazione a delinquere mirata alla truffa ai danni di enti pubblici, frode in pubbliche forniture, commercio di sostanze alimentari nocive e falso. Bene han fatto le Opere Pie a ritirare i prodotti provenienti dalla Alessio Carni, tuttavia le rassicurazioni generiche dell’amministrazione, ‘i rilievi appaiono più di tipo amministrativo che relativi alla qualità della carne’ e le successive indiscrezioni di stampa secondo cui le manipolazioni avrebbero riguardato solo le carni bianche che a Pederobba sono fornite da un’altra ditta, non sono sufficienti”, lamenta Zanoni.

“Quando si parla di alimentazione, a maggior ragione nelle scuole, il criterio del prezzo più basso non può essere determinante per l’aggiudicazione dell’appalto. La Regione - prosegue - dovrebbe verificare il rispetto degli obblighi di legge sull’inserimento nelle procedure di acquisto di servizi pubblici di ristorazione collettiva, degli standard di qualità contenuti nei Cam (Criteri ambientali minimi) e contribuire alla diffusione della politica del Green Public Procurement, scegliendo quei prodotti che abbiano un minore o ridotto effetto sulla salute umana e l’ambiente”.

“Inoltre, per quanto riguarda il caso specifico di Pederobba, i genitori protestano poiché, da quando il servizio viene gestito in cooperazione tra amministrazione e Opere Pie, sono stati esclusi da qualsiasi forma di ‘partecipazione attiva’, compreso il comitato mensa che non c’è. Anche in questo caso - conclude Zanoni - è compito della Regione intervenire: va garantita, come in tutto il Veneto, la presenza di rappresentanti dei genitori negli organi paritetici di verifica, controllo, co-progettazione”.