“Il Presidente del Consiglio regionale del Veneto, Roberto Ciambetti, e la sua ‘comitiva’, tornano in Crimea sfidando il diritto internazionale e anche il nostro Governo che aveva già sconsigliato la missione dello scorso ottobre. Cosa pensa Zaia di questo bizzarro modo di operare di Ciambetti e di alcuni consiglieri della sua maggioranza? Non trova che sia pericoloso per i rapporti diplomatici tra Italia e Ucraina?”.

Lo afferma, in una nota, il consigliere regionale del Partito Democratico Andrea Zanoni che “chiede conto della visita di una delegazione veneta sul Mar Nero, in occasione del Forum economico di Yalta”.

“La partecipazione sarebbe in forma privata – spiega l’esponente dei Democratici - allora mi chiedo come mai Ciambetti utilizzi il sito del Consiglio regionale per pubblicizzare questa iniziativa. Trovo, inoltre, grave che dei rappresentanti istituzionali violino la legislazione di un Paese, le norme del diritto internazionale e le decisioni dell’Unione Europea sull’entrata e uscita dalle aree d’Ucraina temporaneamente occupate, con responsabilità penali per violazione della legislazione vigente in quello Stato (art. 332-1, comma 1 del Codice penale)”.

“Non dimentichiamo – continua Zanoni - che Ciambetti, Valdegamberi e altri membri della delegazione sono persone non gradite in Ucraina a causa della violazione precedente. Forse vogliono passare da ‘martiri’, ma non credo sia la soluzione migliore per affrontare la questione dell’embargo ai prodotti russi che oggettivamente danneggia anche la nostra economia”.

“È comunque singolare questo appellarsi al diritto internazionale da parte del presidente del Consiglio regionale – osserva Zanoni - Il principio di autodeterminazione dei popoli riguarda, infatti, chi è sottoposto a dominazione straniera (colonizzazione o occupazione con la forza) e non una parte della popolazione che abita un certo territorio. Questo diritto apparterrebbe semmai al popolo autoctono di Crimea, i tatari, non certo ai russi”.

“E in merito – chiosa Andrea Zanoni - proprio ieri la Corte Internazionale di Giustizia dell’Aja ha approvato l’introduzione delle misure provvisorie per proteggere le minoranze nazionali in Crimea, sostenendo che i tatari e gli ucrainietnici rimangono popolazioni vulnerabili,e obbligando altresì la Russia a ristabilire il Mejlis(l’organo di rappresentanza dei tatari crimeani) ead assicurare la possibilità dell’istruzione in lingua ucraina”.