Venezia, 20 mar. 2019 - “Voglio fare gli auguri di buon e proficuo lavoro ai nuovi componenti dell’Osservatorio per il contrasto alla criminalità organizzata e mafiosa e la promozione della trasparenza. Quella di oggi è però la terza votazione di surroga, visto che c’erano già state altre dimissioni.

 

È segno che qualcosa non va nella legge 48/2012, in particolare per quanto riguarda l’Osservatorio. Vogliamo che sia efficiente? Diamo un compenso a chi ci lavora, anziché affidare tutto all’opera di volontariato”. Ad affermarlo è Andrea Zanoni, Consigliere regionale del Partito Democratico, commentando l’elezione avvenuta durante la seduta di oggi a palazzo Ferro Fini, dei dottori Serena Forlati e Stefano Dragone.

 

“L’Osservatorio, istituito nel 2017 e quindi con ben cinque anni di ritardo - ricorda Zanoni - non ha mai funzionato a pieno regime e infatti stiamo ancora attendendo la relazione sulle sue attività. Viste le inchieste e gli arresti degli ultimi mesi, che testimoniano come la presenza della criminalità organizzata sia ormai radicata in Veneto, è evidente che il tema delle infiltrazioni mafiose e della legalità debba essere una priorità. E se vogliamo un lavoro fatto bene e approfondito, non possiamo pretendere che sia anche gratis.

 

Dare un riconoscimento economico a un organismo pubblicamente eletto che affronta una materia complessa, in continua evoluzione e che coinvolge tutte le province venete, mi sembra il minimo”.

 

“La legge 48/2012 è da modificare. I 60mila euro previsti per questa norma sono solo briciole e confermano la disattenzione da parte della Giunta, mentre, ad esempio, in due anni le associazioni venatorie sono state finanziate con 600mila euro.

 

Le cifre - chiude Zanoni - andrebbero invertite, a meno di considerare i convegni dei cacciatori la vera priorità del Veneto, più della lotta alla mafia”.