“Le veline di Zaia non bastano, l’emissione dei bond non è certo risolutiva per la Pedemontana. I conti si fanno con carte alla mano, non con i comunicati”. Ad affermarlo è il Consigliere del Partito Democratico Andrea Zanoni commentando l’ottimismo del Presidente del Veneto sull’accelerata dei lavori per la Superstrada dopo che Sis ha confermato l’operazione.

“Quei bond sono stati piazzati ma ancora non venduti. Per fare un esempio - spiega Zanoni - è come un’edicola che ordina 100 copie di un quotidiano: l’editore li ha ‘piazzati’ ma se a fine giornata non sono stati comprati gli tornano indietro. In realtà i nodi da sciogliere sono ancora tutti presenti e non c’è solo il ricorso al Tar di Salini-Impregilo che si è rivolta al Tar sostenendo come, con la nuova convenzione, siano state di fatto riscritte le regole della gara, la cui sentenza potrebbe arrivare a breve. Nella relazione dello scorso maggio della Corte dei Conti erano state sollevate in tutto 13 obiezioni, le stesse criticità espresse già nel dicembre 2015 e nel novembre 2016, a cui la Regione non ha mai risposto dettagliatamente. Eppure la magistratura contabile ha detto che potrebbe configurarsi il danno erariale nel caso in cui non si faccia chiarezza su ognuno di questi punti. La stessa Corte ha sottolineato come lo spostamento a carico della Regione del rischio legato all’incasso dei pedaggi per tutta la durata della concessione oltre all’aumento da 614 a 914 milioni del contributo pubblico rischi di violare i principi comunitari per quanto riguarda concorrenza e aiuti di Stato, andando a snaturare la convenzione originaria. E non dimentichiamo che entro fine anno è prevista una nuova adunanza presso la Corte dei Conti, con tutti gli attori coinvolti, Regione in primis, che dovranno rispondere ai gravi rilievi sollevati dalla magistratura contabile”.