Venezia, 14 settembre 2018

“La sottovalutazione dell’emergenza West Nile è sotto gli occhi di tutti, Coletto dovrebbe dimettersi”. Andrea Zanoni, consigliere del Partito Democratico torna ad attaccare l’assessore alla Sanità e la Giunta Zaia per il ritardo con cui si è mossa la Regione dopo l’ennesimo episodio, questa volta a Treviso, con una ragazza di 25 anni ricoverata in rianimazione. “La tutela della salute dei propri cittadini dovrebbe essere la principale preoccupazione dell’amministrazione!”.

“La West Nile non è una novità di questa estate, i contagi vanno avanti da ormai dieci anni. Solo nel 2018 siamo a oltre 170 casi, eppure lo scorso 21 agosto in un comunicato stampa l’assessore Coletto sosteneva come non ci fosse alcun allarme e nei giorni successivi ha anche accusato l’opposizione di sciacallaggio. Partire adesso con un Piano straordinario di disinfestazione, finanziato con soli 500mila euro e dopo aver lasciato da soli i Comuni, è un palliativo fuori tempo massimo. Il 26 luglio avevamo presentato una prima interrogazione chiedendo cosa stesse facendo la Regione per fronteggiare la diffusione del virus e quali mezzi stesse fornendo alle amministrazioni locali, ma la risposta fu poco più che evasiva. Il 27 agosto, vista l’aggravarsi della situazione con il quinto decesso, abbiamo domandato come mai non fosse stata realizzata una adeguata prevenzione, ancora però non c’è stata alcuna replica. La Regione, come abbiamo sollecitato con la mozione dello scorso 31 agosto, dovrebbe assumere un ruolo da regista per tutte le azioni di prevenzione e contrasto, garantendo interventi coordinati e continuativi fra i vari Comuni e coinvolgendo le altre regioni alle prese con l’emergenza. Anche se è sbagliato parlare di emergenza, visto che è un problema strutturale che riemerge ogni estate: a maggior ragione non ci sono più scuse per giustificare i ritardi dell’azione della Giunta e l’assessore Coletto dovrebbe trarne le conseguenze, dando le dimissioni”.

“Inoltre - aggiunge in conclusione il consigliere dem - spero che l’intera operazione della disinfestazione venga effettuata con massima collaborazione con Arpav e le autorità locali che si occupano di tutela dell’ambiente. Sarebbe gravissimo se per combattere un problema ne venissero creati altri: va attentamente valutato e soprattutto scongiurato ogni effetto collaterale sulla biodiversità e sull’acqua dei corsi superficiali e della falda freatica per evitare contaminazioni da sostanze chimiche contenute dagli antiparassitari.