Zanoni: “Intollerabile che Biasuzzi pretenda di scavare ancora quando risulta inadempiente sulla ricomposizione della discarica ubicata nella cava”.

 

Mercoledì 11 marzo scorso la Commissione regionale sulla Valutazione di Impatto Ambientale ha rinviato, apparentemente senza motivazione alcuna, l’esame del progetto di ampliamento della cava Morganella di Paese e Ponzano Veneto, dagli attuali 40 metri sino addirittura a 60 metri di profondità, il tutto sottofalda.  

Gia’ nel 2008 Paeseambiente a firma del suo presidente Andrea Zanoni aveva presentato ben 10 osservazioni alla Commissione VIA tutte ancora attualissime e il 13 ottobre 2010 aveva partecipato all’inchiesta pubblica a Venezia chiedendo la bocciatura, senza condizioni, dell’intero progetto che va a minacciare in particolare le falde acquifere. Il 28 febbraio 2011 Paeseambiente chiedeva alla provincia di determinare con precisione la natura del materiale rilevato con ecoscandaglio nel fondo della cava senza avere a tutt’oggi risposta.

Il 5 gennaio scorso la Provincia ha pubblicato nell’albo pretorio una delibera con la quale si prende atto che la Biasuzzi Cave SPA risulta inadempiente per i lavori di ricomposizione ambientale della discarica II A ubicata proprio nella cava Morganella, arrivando addirittura ad escutere le polizze fideiussorie della ditta. Dalla delibera si legge che “i lavori di ripristino non sono stati completati entro la scadenza”  nonostante le “numerose proroghe concesse”.

Andrea Zanoni,  ex deputato al Parlamento europea ha dichiarato: “Considero intollerabile che il signor Biasuzzi avanzi pretese in ordine all’approvazione del progetto di approfondimento della Cava Morganella da parte della Commissione Regionale VIA quando proprio la Biasuzzi Cave Spa risulta  inadempiente nella ricomposizione ambientale della discarica ubicata nella cava, a tal punto di costringere la provincia all’escussione della polizza. Biasuzzi deve rassegnarsi al fatto che i tempi stanno cambiando e che non saranno i suoi 5 milioni di euro a determinare le sorti delle falde acquifere dei trevigiani. Il nostro ambiente e la nostra acqua non può essere oggetto di baratto come accaduto con la precedente giunta Granello”

Sul rinvio dell’esame del progetto da parte della Commissione VIA Zanoni ha commentato: “Il rinvio del parere della Commissione VIA puzza di bruciato, qui ci sono gravi colpe della Giunta Zaia che non si è assunta la responsabilità di bocciare il progetto senza perdere tempo nel chiedere pareri a destra e a manca. Bisogna non abbassare la guardia, la Commissione VIA in passato ha già approvato questo progetto e in altri casi ha dimostrato, come nel caso della Mestrinaro di Zero branco,  un vero accanimento approvando più volte la VIA nonostante le ripetute ed  autorevoli bocciature del Consiglio di Stato.

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