Venezia 5 nov. 2018 - “Ci chiediamo come un Presidente di Regione possa rimangiarsi con tanta leggerezza una decisione come quella del divieto di caccia emanato fino a domenica compresa perché motivato per decreto dalle gravissime attuali situazioni ambientali in emergenza, peraltro quindi un atto dovuto per legge, e lo fa, guarda caso, dopo aver ricevuto una serie di pesantissime offese e ricatti sventolati con spavalderia alla luce del sole proprio da chi rappresenta la lobby venatoria più estremista”. E’ questa la reazione dei Consiglieri Andrea Zanoni (PD), Patrizia Bartelle (M5S) e Cristina Guarda (AMP) dell’Intergruppo per il benessere e la conservazione degli animali, dopo l’annuncio di Zaia di aver revocato il divieto di caccia con la sola esclusione dell’alto vicentino e del bellunese. “Questa repentina irragionevole retromarcia alla Don Abbondio sembra puzzare di bruciato – continuano i Consiglieri - dato che il Governatore, dopo che gli sono state indirizzate pesanti e chiare minacce da Berlato, ha subito ceduto alla richieste di costui come se si trattasse di un governatore che legifera sotto dettatura della lobby venatoria più estremista, quindi un governatore impaurito e debole. Due settimane di pioggia intensa, venti a 200 chilometri orari, centinaia di migliaia di alberi rasi al suolo in tutta la regione, campagne allagate da Belluno a Rovigo, da Padova a Venezia, da Treviso sino a Verona, centinaia di strade bloccate, dipingono una gravissima realtà in stato di gravosissima emergenza dove oltre ai cittadini anche gli animali selvatici sono stati messi a durissima prova, morti a decine di migliaia per non parlare dei feriti. Perciò il divieto di caccia doveva essere prolungato almeno per un’altra settimana per mettere in salvo gli animali da questi fanatici della doppietta che si dimostrano senza un minimo di sensibilità, coscienza e umanità, che vogliono sparare a tutti i costi contro animali stremati da settimane di maltempo, e invece disgraziatamente Zaia lo revoca. Abbiamo un Governatore che cede ai ricatti e alle minacce, agisce sotto dettatura della lobby più estremista del mondo venatorio e condanna gli animali selvatici – concludono i Consiglieri Zanoni, Bartelle e Guarda, che aggiungono - Zaia non ne fa una di giusta e quando la fa, si sorprende talmente tanto di sé stesso, che la revoca. Così mentre la macchina dei soccorsi, dei volontari e della brava gente si mette in moto per dare aiuto agli alluvionati, c'è pure il rischio che qualcuno sia impallinato e che i soccorsi debbano occuparsi dei cacciatori impantanati coi loro fuoristrada. Che non sia il caso di vergognarsi e tanto”?