“La Regione è riuscita a fare poker: quattro Parchi su cinque commissariati, alla faccia dell’autonomia e del rispetto dei territori, che vengono espropriati delle proprie competenze. Manca l’en plein solo perché quello delle Dolomiti d’Ampezzo è gestito da un soggetto privato. Zaia al di là degli slogan si conferma il vero centralista, altro che Roma!”. Così i consiglieri del Partito Democratico Graziano Azzalin e Andrea Zanoni commentano la delibera della Giunta con cui è stato nominato il Commissario straordinario per il Parco del Sile.

 

“È incredibile che nel provvedimento si scriva, tra le motivazioni, il mandato di scadenza del direttore come si trattasse di una notizia improvvisa e non nota da mesi. Tra l’altro è stato nominato il dottor Mario Giovanni Viti, già Commissario straordinario del Parco del Delta: con tutta la stima che si può avere, non ha neanche il tempo per poter svolgere il doppio ruolo! Nella delibera, inoltre, è scritta una cosa falsa: il Pdl sulla disciplina delle aree protette non è all’esame della Seconda commissione, ma è stato messo in un cassetto per problemi interni alla maggioranza. Ed è lì da mesi”.

 

“Comunque - ironizzano in conclusione i due esponenti dem - vista la forte spinta centralista che anima la Giunta, vogliamo dare un suggerimento a Zaia. Di recente è stato cambiato il brand per promuovere il turismo, diventato ‘Veneto, terra di Venezia’: siamo convinti che ’Veneto, terra di commissari veneziani’ sia indubbiamente un nome più appropriato”.