“Non posso che essere stupito dello stupore dell’assessore Bottacin. Lo scuso se ignora la mia storia personale, però vorrei informarlo che mi occupo di questioni ambientali da una vita e vengo regolarmente invitato da scuole, licei, Università e anche dal Corpo forestale dello Stato a tenere conferenze in materia, in qualità di esperto. Sono stato per molti anni responsabile del settore ambiente di una importante multinazionale, ho partecipato, in veste di teste dell’accusa a oltre cento processi per reati contro la fauna selvatica e l’ambiente, tenuto corsi per Guardie giurate ambientali. E infine sono stato relatore al Parlamento europeo per la nuova direttiva sulla Valutazione di impatto ambientale”.

Andrea Zanoni (Pd) risponde a distanza all’assessore Bottacin a proposito dell’incontro tenuto dal consigliere regionale del Partito Democratico in una scuola di Castelfranco. “Leggo che ha addirittura scritto alla collega Donazzan per chiedere una verifica sull’accaduto – continua Zanoni - tanta attenzione è quasi commovente. Invece di dare la caccia alle streghe, però, Bottacin dovrebbe pensare a fare meglio il suo lavoro. Sono quasi due anni che è assessore all’Ambiente e la sua azione è quasi nulla. Per esempio, ancora non ha fatto niente per individuare la fonte primaria di inquinamento che sta avvelenando col mercurio le falde acquifere dei Comuni di Quinto, Treviso, Casier e Preganziol. E presto, se Bottacin non si dà una mossa, anche Mogliano. Le emergenze ambientali in Veneto sono tante: rifiuti smaltiti illegalmente sotto i manti stradali, falde acquifere inquinate da sostanze chimiche e pesticidi, aria irrespirabile, consumo di suolo a livello record in Europa. Se l’assessore operasse con la stessa solerzia che dedica a me, sarebbe molto meglio per tutti i veneti e la loro salute”.