“Da due anni la Regione boccia la mia richiesta per condurre uno studio epidemiologico sugli abitanti di Pederobba.Le emissioni inquinanti non sono dannose solo per l’ambiente, ma anche per la salute”. Lo afferma, in una nota, il consigliere regionale del Partito Democratico Andrea Zanoni, che osserva come “quando si autorizzano nuovi impianti potenzialmente inquinanti, l’attenzione è tutta rivolta all’ambiente, mentre si guarda poco agli effetti sulla salute. E questo vale anche per il progetto della ‘Cementi Rossi’ di Pederobba, che vuole bruciare plastica nei propri forni. Da due anni ho presentato un emendamento al Collegato al bilancio per effettuare un’indagine epidemiologica sulla popolazione, ma sia per il 2016 che per il 2017 la maggioranza l’ha bocciato”.

“Questo pomeriggio – informa l’esponente dei Democratici - parteciperò all’incontro pubblico con i cittadini, in cui verrà illustrato il progetto. La difesa ambientale e la tutela della salute sono ambiti strettamente collegati tra loro, ma troppo spesso la Regione Veneto se lo dimentica. Per quanto riguarda le autorizzazioni di nuove emissioni, è in vigore una normativa ambientale nazionale che non s'incrocia mai con la Valutazione di Impatto Sanitario (Vis)”.

“Specialmente in aree molto inquinate come la Pianura Padana – continua il consigliere regionale - occorre subordinare le nuove autorizzazioni ambientali alla verifica sanitaria, al limite anche con una legislazione speciale per queste aree. Viviamo una emergenza continua per colpa dello smog, si registrano sforamenti record rispetto ai limiti previsti dalla Direttiva ‘Qualità aria’ dell’Unione Europea, con rimpalli di responsabilità tra Regioni, che dovrebbero coordinare, e Comuni. Servono interventi strutturali che però non si fanno perché sono costosi e mancano i necessari fondi”.

“Chi amministra e la Politica in generale – sottolinea Zanoni - non è mai veramente obbligato a fare qualcosa per la salute dei cittadini, perché nulla collega direttamente l’inquinamento ambientale ad un’automatica verifica Vis dei danni alle persone esposte, e quindi alle responsabilità penali e civili conseguenti. Eppure, se qualcuno muore per una causa non naturale, un responsabile ci dovrà pur essere”.

“Tutto ciò a maggior ragione – conclude Andrea Zanoni - per un’area come questa, soggetta a molteplici fattori inquinanti. Ecco perché solo con un’approfondita ‘Valutazione di Impatto Sanitario’ si possono evitare i danni derivanti dall’effetto ‘cocktail’ tanto temuto a livello europeo”.