Venezia 8 ott. 2018 -    “Berlato e la lobby estremista dei cacciatori veneti speravano di trovare sponda nella Lombardia, ma hanno subito una bella batosta. Una batosta di civiltà”.

Con queste parole, il consigliere regionale del Partito Democratico, Andrea Zanoni, commenta “la doppia bocciatura del Consiglio regionale della Lombardia dei Progetti di Legge che autorizzavano la caccia in deroga a specie protette e la cattura dei richiami vivi, bocciatura per la quale è stato determinante il voto contrario del Gruppo del Partito Democratico”.

“I rischi di incostituzionalità sollevati dalle Opposizioni hanno fatto breccia nella Maggioranza, che si è spaccata – esordisce l’esponente dei Democratici - e così la discussione è morta sul nascere. Si tratta di un precedente incoraggiante, visto che qui in Veneto erano già pronti a copiare la legge lombarda: mi auguro sia una pietra tombale sulla pretesa di cacciare uccellini, come Peppola e Fringuello, protetti dall’Unione Europea”.

“Nonostante le bocciature dell’Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) – ricorda il Vicepresidente della Commissione Ambiente - la Maggioranza continua a provarci, e lo scorso luglio il Consiglio regionale ha approvato una mozione del Gruppo di Fratelli d’Italia, con voti favorevoli di Lega, Lista Zaia e Forza Italia, per chiedere al Governo di consentire alle Regioni l’applicazione della caccia agli uccelli protetti in regime di deroga”.

“Questo dietrofront della Lombardia è una mazzata pesante – conclude Andrea Zanoni -  che spero farà crollare definitivamente le aspettative e le  promesse, deleterie, di Berlato e dei suoi amici in deroga”.