Venezia, 27 set. 2018 -  “Lasciare morire agonizzanti gli animali selvatici incidentati ai bordi delle strade, senza curarli o praticarne l’eutanasia, è un abominio, una crudeltà inutile. E non ci si può nascondere, al solito, dietro la mancanza di risorse, umane ed economiche: è una questione di civiltà. Ma non solo. Un animale ferito può rappresentare anche un pericolo per la circolazione stradale, oltre a costituire, una volta deceduto, un problema igienico sanitario.”. È quanto dichiarano in una nota i consiglieri  dell’Intergruppo per il benessere e la conservazione degli animali e della natura Andrea Zanoni (PD), Cristina Guarda (Lista AMP) e Patrizia Bartelle (M5S) “dopo l’episodio denunciato nel Bellunese: una cerva con le 4 zampe rotte lasciata morire dopo una lunga agonia poiché l’Ulss Dolomiti dal primo settembre ha cessato gli interventi di soccorso, in quanto si tratta di un’attività non compresa tra i livelli essenziali di assistenza erogati dal Servizio sanitario nazionale” si legge nella nota dei tre consiglieri “Non è possibile attendere ancora, visto che in questo periodo vengono in media investiti tre-quattro animali al giorno, soprattutto cervi che sono in amore. È una situazione emergenziale, occorre trovare una soluzione senza rimpalli tra Provincia e Regione. Anche per motivi sanitari. Com’è possibile non riuscire a risolvere una cosa così semplice e poi chiedere l’autonomia su 23 materie? Forse sarebbe utile una riflessione in merito, perché il Veneto quando ha le competenze si mostra totalmente incapace di gestirle. Non più di due anni fa, in occasione della strage di cavie e conigli all’oasi di Spinea Zaia si ‘vestì’ da Gandhi ricordando come il grado di civiltà di una società si misura dal modo in cui tratta gli animali. Belle parole, però fatti e comportamenti dimostrano che in realtà siamo più simili ai barbari”