Venezia, 9 gen. 2020  –

“L’inquinamento atmosferico non è più emergenza ma ordinarietà quotidiana. Non è più tempo di interventi tampone, insufficienti: bisogna cambiare passo” In estrema sintesi, Stefano Fracasso, capogruppo del Pd in Consiglio regionale sintetizza così il significato di una articolata conferenza stampa a cui ha partecipato l’intero gruppo consiliare del Pd sull’emergenza inquinamento. “Bisogna intervenire su più fronti e a medio-lungo termine – spiega Fracasso – Innanzitutto occorre sostituire gli autobus pubblici, visto che il 75 per cento dei mezzi è sotto l’Euro 4: vecchie caldaie su quattro ruote, altamente inquinanti. In una decina d’anni, con un investimento di 10 milioni l’anno è possibile rinnovare l’intero parco, come del resto stanno facendo già da tempo realtà come Milano.

 

Poi occorre riflettere sulla mobilità elettrica: il Veneto, con è maglia nera in una nazione l’Italia, che a sua volta è ultima in Europa. Circa 500 colonnine di ricarica, o poco più, nella nostra regione non sono di certo sufficienti, come non è adeguato, del resto, il contributo per la rottamazione a chi passa all’auto elettrica: noi proponiamo di arrivare al tetto dei 7.500 € come in Lombardia. Infine c’è il nodo del riscaldamento delle abitazioni, una delle cause primarie dell’inquinamento atmosferico: bisogna intervenire nell’edilizia e sostenere gli interventi per l’efficientamento e il risparmio energetico. Servono almeno 20 milioni di investimenti all’anno e si potrebbe iniziare a lavorare sul patrimonio immobiliare pubblico, a iniziare dagli alloggi Erp”.

 

Alle parole di Fracasso ha fatto eco il consigliere Andrea Zanoni che ha rammentato come “l’Italia è sotto procedura di infrazione per aver violato per ben due volte la direttiva comunitaria aria. Non è un problema marginale, anzi; qui stiamo parlando della salute di tutti, Nella provincia di Treviso si stima che un bambino su 5 sia colpito da asma mentre oltre 27 mila cittadini over 65 anni hanno problemi polmonari o legati alla respirazione. Di smog si muore: viviamo in uno scenario di illegalità conclamata durante un allarme sanitario. Mentre i cittadini devono fare i conti con lo smog, Zaia, si diverte a fare il piccolo Nerone di casa nostra accendendo i falò dei Panevin. In questa legislatura si è investito troppo poco: olo 10 milioni 633 mila €, una cifra decisamente insufficiente”.

 

Sul nodo delle strategie territoriali è intervenuto Graziano Azzalin: “Chiediamo di estendere a tutti i Comuni della Regione le norme dell’accordo del Bacino padano, oggi applicate solo agli agglomerati di Venezia, Padova, Verona e Vicenza nonché a una serie di Amministrazioni diffuse: l’inquinamento non conosce confini né si ferma alle frontiere comunali”. Bruno Pigozzo ha sollecitato uno studio sanitario approfondito sul rapporto tra inquinamento e malattie tra i cittadini “anche perché l’inquinamento si traduce in un costo secco per la sanità pubblica” ha chiosato Anna Maria Bigon.  Per quanto riguarda il finanziamento delle strategie Fracasso non ha dubbi: “Zaia ha trovato 300 milioni per realizzare la Superstrada Pedemontana Veneta, per queste misure che noi proponiamo ne servono molti meno. In questi giorni si discute di come destinare gli utili di Cav: vengano impiegati, ad esempio, anche per il finanziamento di infrastrutture di trasporto pubblico, come ha fatto la società Autostrada del Brennero”