9 giugno 2022

“La sala stracolma di cittadini, oltre 150, che hanno preso parte all'assemblea pubblica dedicata al cinodromo di Maserada, testimonia che attorno a questo progetto c'è una vasta preoccupazione. Un sentimento che, dati alla mano, è più che motivato”.

Così il consigliere regionale del PD Veneto, Andrea Zanoni, commenta l'iniziativa organizzata dal PD di Maserada sul Piave che si è tenuta al Palazzo delle attività ricreative. Un appuntamento nel corso del quale, oltre a Zanoni, sono intervenuti anche la segretaria del circolo locale, Marisa Romeo, l'ex sindaco e capogruppo PD, Anna Sozza, e l'ex sindaco, On. Floriana Casellato.

“Dal confronto è risultato ancor più evidente che il progetto fa acqua da tutte le parti, soprattutto dal punto di vista autorizzativo e procedurale. Si tratta di uno scempio che vede distruggere un prato stabile ad alta valenza ambientale in un'area tutelata dal Piano faunistico venatorio e di collegamento con l'adiacente sito di Rete Natura 2000 delle Grave del Piave. Soprattutto l'intervento dell'agronomo Claudio Corazzin è stato illuminante, evidenziando come il Piano di assetto territoriale stabilisca che nell'area del Parabae sia vietato realizzare nuovi sentieri e vadano invece protetti e ampliati i prati stabili”.

Circa la dichiarazione di esenzione della valutazione di incidenza ambientale, Zanoni sottolinea che “ci sono clamorosi strafalcioni, a tal punto che l'area in oggetto viene collocata a 15 chilometri da quella reale, addirittura ai confini col Parco dello Storga. Non a caso, con un'interrogazione, avevo fin da subito chiesto alla Giunta di verificare tutta la procedura VINCA perché è come se fosse stata fatta in violazione della Direttiva Habitat dell'UE. L'altro dato molto preoccupante è legato al fatto che per realizzare la pista per i levrieri sono stati interrati 5 mila metri quadri di plastica che tra 15 anni, alla fine della concessione prevista, dovranno essere smaltiti come rifiuti: i costi di tutto ciò non possono essere a carico della collettività”. L'esponente dem osserva quindi che “in una situazione dove il Veneto è la pecora nera dell'Italia per quanto riguarda l'obiettivo ONU dell'Agenda 2030 sulla sostenibilità e relativamente all'obiettivo della biodiversità, i prati stabili come quello che è stato distrutto, non solo dovrebbero essere protetti bensì ampliati. Fanno bene le opposizioni a chiedere le dimissioni dell'assessore comunale, ma non vanno dimenticate le responsabilità del sindaco che, per difendere questo impianto che va contro la legge, da mesi si sta arrampicando sugli specchi”.

“Durante la serata sono emerse importanti testimonianze di persone che hanno adottato levrieri oggetto di sfruttamento nelle gare, al termine delle quali spesso riportano i segni delle sevizie e dei maltrattamenti dovuti anche a sostanze dopanti. Sono rimasto colpito molto favorevolmente anche dal numero di giovani presenti, indignati per la realizzazione di questo circuito che porta a Maserada un'attività condannata da molti cittadini. Ci sono poi stati interventi di chi sottolinea come queste gare possano essere oggetto di scommesse clandestine. Mi chiedo - conclude Zanoni - se il sindaco si sia chiesto perché questi cinodromi vengano chiusi a Roma e Napoli, anche a seguito di indagini della magistratura. E se abbia verificato che le norme tecniche urbanistiche gli consentissero di realizzare quest'opera. Gli consiglio di prendersi un buon legale perché siamo solo all'inizio di una vicenda che potrebbe coinvolgere non solo la magistratura ordinaria ma anche la Corte dei Conti per possibili danni erariali”.