10 GIUGNO 2022

"Ho fiducia che l'indagine in corso sulle assegnazioni delle case popolari a Treviso giunga a stabilire una verità. Ma questa vicenda solleva una serie di interrogativi politici attorno ad una emergenza sociale evidente a livello veneto e in quella che fu la capitale della locomotiva d'Italia. Una situazione cui è urgente mettere mano, con interventi e regole nuove, a tutela dei cittadini e di chi si ritrova a gestire i patrimoni abitativi".

A dirlo il consigliere regionale del PD Veneto, Andrea Zanoni.

"Lo scenario che vede decine di migliaia di famiglie sotto sfratto, strette nella morsa di un disagio moltiplicatosi con la pandemia e ora con i rincari e l'inflazione, aumenta i rischi di forzature e pressing per ottenere gli alloggi. A questo si aggiunge, come nel caso delle Ater venete, l'assenza di un'operazione su larga scala di ristrutturazioni e manutenzione degli alloggi che impedisce oggi di garantire un 'pronto soccorso' abitativo. Bisognerebbe invertire la rotta attivando ad esempio collaborazioni strette con le categorie edili ed artigiane per realizzare più rapidamente questo piano di rigenerazione del patrimonio abitativo. Così come sarebbe indispensabile che la Regione avesse più attenzione alle operazioni di vendita da parte degli enti previdenziali".

"La casa - conclude Zanoni - ha sempre avuto un ruolo di estrema marginalità nelle politiche dell'era Zaia, sempre proiettato su una rappresentazione del Veneto perfetto, indenne da ogni problema sociale. Ma questo ha favorito l'allargamento delle marginalità sociali e di perfetto, al momento, resta questa tempesta che impone urgentissimi interventi".