20 GIUGNO 2022

“Sulla definizione del calendario venatorio del Veneto, la Regione ha oltrepassato la scadenza fissata al 15 giugno. Un ritardo incomprensibile ma che comunque consente di ribadire la necessità che il calendario rispetti le indicazioni della Commissione europea sui cosiddetti Key concepts per la definizione delle date di riproduzione e migrazione”.

A dirlo il consigliere regionale del PD Veneto, Andrea Zanoni.

“Come anche da diffida delle associazioni ENPA, LAV, LAC, Legambiente, LIPU e WWF Italia che si ripromettono in caso contrario di ricorrere per via giudiziaria, la Regione è chiamata a fissare, tanto in sede di pubblicazione del calendario venatorio, quanto con successivi provvedimenti amministrativi, la chiusura della stagione venatoria entro il 31 dicembre per quanto attiene i turdidi (Tordo sassello, Tordo bottaccio, Cesena) ed entro il il 10 gennaio per quanto attiene le specie acquatiche (Anatidi, Limicoli, Rallidi). Tutto ciò rispettando i tempi di riproduzione e migrazione di queste specie”.

“Si tratta insomma di agire avendo in massima cura la tutela della biodiversità. Diversamente, si andrebbe in contrasto con l’articolo 1 della legge n. 157/1992 di riferimento, che precisa come ‘La fauna selvatica è patrimonio indisponibile dello Stato ed è tutelata nell’interesse della comunità nazionale e internazionale’. Dunque si prefigurerebbe – ammonisce Zanoni – un danno ambientale ai danni dello Stato”.